REGIME DI GUERRA E DITTATORI

REGIME DI GUERRA E DITTATORI

(Ricordo da un racconto di Foresto e la Gazzetta del Barbiere)

La democrazia degenerata non rispetta la Costituzione della Repubblica (legge Ascanio sulla Gazzetta del Barbiere) e prosegue: il popolo, imbambolato dalla pubblicità della fascistica monarchia, soffre per l’economia di guerra, paga salato le spropositate spese per le armi, fa sacrifici per l’alto costo della vita. Interviene Giuliano: i fascisti adorano i loro criminali dittatori sconfitti. Foresto, mentre insapona una barba, incazzato borbotta: è ora di rivalutare i nostri dittatori vittoriosi.

-Renzo Mazzetti- (Lunedì 30 Dicembre 2024 h.14,57)

VEDI: RIMBAMBITI MEZZI CAZZINI (Lunedì 23 Dicembre 2024 h.15,47)


I FIORI DI STALIN
(Ricordo da un racconto di Irina)
Compagni, permettetemi di levare un brindisi alla scienza, al suo fiorire,
alla salute degli uomini di scienza. Al fiorire della scienza,
di una scienza che non si separa dal popolo, che non si tiene lontana dal popolo,
ma che è pronta a servire il popolo, che è pronta a trasmettere al popolo
tutte le sue conquiste; di una scienza che è al servizio del popolo non per costrizione,
ma di suo pieno grado, volontariamente. Al fiorire della scienza, di una scienza
i cui uomini, pur comprendendo la forza ed il significato
delle tradizioni stabilite dalla scienza,
e pur utilizzandole intelligentemente nell'interesse della scienza,
non vogliono tuttavia essere schiavi di queste tradizioni; di una scienza
che ha il coraggio e lo spirito di decisione per rompere con le vecchie tradizioni,
con le vecchie norme, con i vecchi principii, quando essi sono superati,
quando essi si trasformano in un freno al moto progressivo;
di una scienza che sa creare nuove tradizioni, delle nuove norme, dei nuovi principii.
La nonna smette di leggere gli appunti scritti sulle paginette sciolte,
si asciuga una guancia mentre guarda fuori dalla finestra,
fra se e se mormora che calza a pennello sull'attualità il sintetico “Praticismo acefalo”
riferito all'agire volgarmente empirico e privo di orizzonti e di prospettive generali.
La nonna, più il tempo passa, più la riflessione prende il sopravvento
e più comprende quel “perché” che si poneva quando nelle Celebrazioni sulla Piazza Rossa
il monte dei fiori davanti alla tomba di Stalin era il più bello e il più grande di tutti gli altri,
anche di quello di Lenin. Poi, un sorriso rischiara le belle grinze e il pensiero
che Egli fu il condottiero dei vincitori sulla barbarie nazifascista,
la fa risentire giovane con in braccio il bollente fucile.
-Renzo Mazzetti- (Mercoledì 21 Maggio 2014 h.20,08)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.




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