MARE FORESTA BARBARIE
MARE FORESTA BARBARIE
(Ricordo da un racconto di Therios)
Durissimo è il tempo, e le sue leggi: il nuovo si consuma, e ad ogni tappa qualcosa resta indietro, e si abbandona. Pietre annerite, vestigia d'un campo antico ... così Dhu'l-Rumma prosegue: serbi ancora memoria di quest'arido luogo, che il tempo ha cancellato dalla terra? Poi, dopo secoli, la criminale modernità causò i cambiamenti climatici che erano catastrofici simili al cambio di clima socio-politico. Crimini contro l'ambiente, crimini contro l'umanità. Crimini contro la terra e contro gli esseri viventi. La memoria non si era serbata. Chi era deceduto aveva portato via i propri ricordi. Chi era nato non aveva studiato. La semplificazione dell'insegnamento aveva generato l'ignoranza complessa. Nell'800 avevamo colonizzato l'Africa. Negli anni 2000 l'Africa veniva da noi e ci faceva vedere come li avevamo ridotti; chiedeva i danni, e noi si rispondeva con i criminali bombardamenti. Si colonizzava tutto il pianeta. Si erano formate regie famiglie di sangue ignobile di benestanti privilegiati che asservivano, schiavizzavano. Imperversavano: inciviltà, selvatichezza, rozzezza, arretratezza, crudeltà, spietatezza, nefandezza, ferocia, efferatezza, brutalità, bestialità, inumanità, atrocità, disumanità, cioè, tutte queste mostruose parole, racchiuse in una sola significativa parola: Barbarie. Ma, purtroppo, il diffuso analfabetismo non comprendeva, non comunicava, e, tantomeno, non socializzava. L'umanità ridotta alle bassezze in cui il più grosso e più ricco sbranava il più piccolo e più povero. Il nuovo, come scriveva Dhu'l-Rumma, si consuma, e ad ogni tappa qualcosa resta indietro, e si abbandona. Nel XXI° Secolo avevamo consumato tutto il nuovo e lasciato e abbandonato tutti i buoni sentimenti del cuore e dell'intelletto. Le ribelli studiose giovani generazioni, furono le ultime? certo che no, perché lottarono contro lo stato di cose presente; lottarono con coraggio contro la tirannia nonostante i manganelli e le prigioni del disordine e del disonore.
-Renzo Mazzetti- (Venerdì 13 Settembre 2024 h.15,29)
FINZIONI E CANNONI
(Ricordo da un racconto di Maya)
I resti degli ingenui della
sinistra modernista
migliorista governista,
evacuati dopo la vorace
scorpacciata
compiuta alla festa dell’amicizia
(non dell’unità)
dai democattolici (non
cristiani),
insomma, da quelli da sempre
anticomunisti,
vagavano smarriti per l’Europa
e il resto del mondo,
frantumandosi ancor più
per l’appoggio alle guerre
colonialiste
implementate dai commercianti di
armi e affini.
Il fascismo era in corso in tutto
il mondo,
ma gli struzzi di ogni cattiva
ignoranza
nascondevano la testa vuota e
mostravano culi
ovuli testicoli infecondi.
Insomma, i nostri sparavano a
vuoto.
A vuoto? Si! Perché bisognava
mandare le truppe
come facemmo contro la Russia
quando era libera Repubblica di
liberi lavoratori.
Così, morti su morti,
avremmo sulla nostra pelle
imparato
che la guerra è guerra e non una
finzione televisiva.
Belanti pecorelle tremanti
eravamo,
la romana pastorella gridava al
lupo,
ma era soltanto un grido di
disperazione
per la propria bassezza imperiale
e per l’impotenza dei coglioni
che aveva intorno.
-Renzo Mazzetti- (Venerdì 29
Marzo 2024 h.16,41)
VEDI: EPPUR SI MUORE (RACCOLTA DI POESIE)
categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.
Commenti
Posta un commento