REGIO MELONI

REGIO MELONI

(Ricordo da un racconto di Irina)

Regio Meloni, copiando l'imperatore nero, organizzò partito e governo familiare con sorella e cognato, amici stretti, alleati sudditi. Dopo questo preambolo il giornale Abbaio criticava le misure di Regio Meloni, perché con rabbia vendicativa, cancellavano, a colpi di bugie e trame, tutto quello che era stato fatto di buono dal precedente governo. Abbaio riportava ampiamente un famoso saggio in cui si spiegava che la deflazione è l'insieme di misure che vengono prese per contenere l'aumento dei prezzi, però, la riduzione della spesa pubblica per l'assistenza sanitaria e per l'istruzione, il blocco delle retribuzioni e delle pensioni, l'aumento delle tasse sui consumi e sui salari, il rifiuto di sistemi di adeguamento automatico delle retribuzioni al costo della vita, facevano troppo male. Abbaio criticava l'affossamento del reddito di cittadinanza e non voler stabilire un salario minimo a difesa dei lavoratori poveri, e si domandava: Mancano le risorse? Si rispondeva che bastava eliminare le spese per le armi, attuare il disarmo completo, trasformare le basi militari in luoghi risanati da restituire alle attività civili per lo sviluppo, con opere di pace e bene creare nuovi lavori e sviluppare l'occupazione con bonifiche, manutenzione, recupero e cura dell'ambiente naturale. Ma la mentalità guerrafondaia, la rendita parassitaria e la speculazione finanziaria dettavano legge. Regio Meloni faceva grande la famiglia. Gli italiani diventavano sempre più piccoli e disperati.

-Renzo Mazzetti- (Martedì 29 Agosto 2023 h.12,36)

SALVA ITALIA
Chiamato dal sommo del colle
subito nominato a vita senatore
a un passo dal burrone
agguanta sicuro le risorse
salva Italia il professore.
Piangono piccole pensioni e buste paga
i giovani cercano lo studio sereno
sognano il dignitoso lavoro
ma anche il padroncino s'ammazza
il mercato nella piazza affari in borsa gioca.
Europa sovrana immacolata nuova fede
dimentica tremende sofferenze estremi sacrifici
rubi patrie inganni finemente domi
popoli eroici sulle barricate e nelle trincee
campioni della democrazia e della libertà.
Ridotti a servi della finanza
gettati allo sbaraglio per il pane
penzola la carota davanti agli occhi
sul groppone sbatte rabbioso il bastone
sotto al palazzo grida di disperazione.
-Renzo Mazzetti- (Giovedì 29 Marzo 2012)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.



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