VIRUS
GESUITISMO
[ VENERDI'
5 FEBBRAIO 2021, su fb e tw h.11,14 circa]
Il
mortale virus mondiale 2020-21 era un'arma utilizzata con ipocrisia,
furberia astuta, arte subdola di governare. Il Rottamatore, con due
ministre e un sottosegretario nel secondo Conte, attuò
dissimulazione, sprezzamento, sabotaggio, crisi di governo. Poi fece
di tutto per non ricomporre la maggioranza causando l'arrivo del
secondo Mario “salvatore della patria”. Molti deputati e senatori
volevano dare la parola al popolo, ma la davano soltanto a se stessi
per mantenersi agiatezze e privilegi. Nell'atmosfera oscura
dell'epoca, in cui tutte le regole erano state inquinate,
l'avventuriero la faceva da padrone. Con i rapidi e i numerosi
avvicendamenti alla giuda del paese, con quasi tutte le regioni che
agivano in autonomia con il fine di abbattere il governo nazionale,
l'unità della patria era minata. Con la mancanza della doverosa
collaborazione istituzionale c'era chi non accettava neppure la
Costituzione nata dalla Liberazione, ma ci giurava sopra, per subito
dopo tradirla, modificarla per il proprio interesse particolare,
personale, di tribù. Ognuno si faceva le regole su misura e causava
una grande confusione in cui si sviluppava il qualunquismo con il
conseguente abbandono della partecipazione degli elettori alla vita
democratica. La salute dei cittadini, la salvaguardia dell'unità
nazionale, l'attuazione degli interessi generali del popolo, beffati.
(Ricordo da un racconto di Maya).
PAROLE VECCHIE
(Ricordo
da un racconto di Rita)
“Un
sorriso non più bianco
non
più nero né giallo
aprirà
la strada alla vita.
Quando
il vecchio padrone
più
non esisterà
nelle
officine il proletario
diverrà
libero uomo:
Così
avverrà la fratellanza!
Certamente
altre parole
dovranno
scaturire diversamente”...
Questo
scriveva Bicefalo,
nel
2009 con “Pensieri” in fondo a poesie il quarto di copertina.
Gli
intellettuali d'oggi,
(o
coloro che tali si credono o danno ad intendere di essere),
quelli
chi più e chi di più ancora sono subalterni allo stato di cose
presente,
non
conoscono le fatiche che l'umano subisce per vivere.
Quelli
hanno aperto un dibattito circa le “parole vecchie”.
Ebbene,
nel dibattito di quelli tutto c'è, e tutto viene messo in campo,
compreso
l'inimmaginabile dell'inimmaginabile.
Una
cosa sola hanno dimenticato, volutamente dimenticato
(pena
il venir meno dei finanziamenti e le promozioni per i loro libri),
tra
le parole vecchie hanno dimenticato “capitalismo”.
Parola
non solo vecchia, ma, soprattutto nociva
per
la sopravvivenza dell'intera umanità e di tutto il nostro pianeta.
Oltre
la vecchia parola “capitalismo” quelli non vedono o non
immaginano più nulla? Eppure qualcosa di diverso e di mai attuato e
di più avanzato esisterebbe.
Sarà,
forse, ciò che viene definito “socialismo” oppure “comunismo”?
Ah,
per loro, intellettuali piccolo borghesi reazionari, certe parole
sono “indicibili”
come
lo furono per quei politici traditori della classe operaia,
finiti
nel buio di vita indegna privilegiata”.
-Renzo
Mazzetti- (26 Giugno 2018)
VENTI
E TRENTA
Giornalista
ieri
talmente
professionista
nomina
un socialista
ma
giornalista
di “sinistra”
professionista
odia
talmente “socialista”
così
tanto
che
lo “ribattezza”
in
“socialdemocratico”.
Giornalista
oggi
talmente
professionale
odia
e non riesce
pronunciare
la parola
“socialista”
e
vergognosamente
l'annacqua.
Atto
di realtà e di dolore
di
riflessione umanitaria
di
onestà intellettuale:
Chissà
di quanti privilegi
pensioni
e redditi benefici
se
odia così tanto la “parola”
d'uguaglianza
e di giustizia
se
odia così tanto
la
parola “socialista”.
-Renzo
Mazzetti- (13 Giugno 2018)
categoria:
fantascienza, filosofia, ironia, poesia. Dimenticanze tra le righe.
VEDI: VIRUS CASUS BELLI
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