BICICLETTA E VIRUS
domenica, 5 aprile 2020
BICICLETTA E VIRUS
LA PATRIA
Madre o azienda?
Madre che cura
dai suoi figli curata
o azienda che si deve
sempre e in ogni modo
sempre e a tutti i costi
con cattiverie sofferenze paure
pagare con le morti premature?
-Renzo Mazzetti- (31 Marzo 2019)
BICICLETTA E VIRUS
Un vicino, mentre partecipava ai “Cori dal balcone”, vide la bicicletta incatenata ai tubi dell’angolo; l’aveva abbandonata, e non ricordava da quanto nel tempo libero, liberamente più non pedalava, perché, con l’arrivo del virus, pur con il tempo libero h 24 su 24, era segregato in casa; stava male, aveva la necessità di muovere le gambe e di sentire in mano il manubrio, di vedere la campagna e sentire l’aria sul viso; prese la bicicletta, appoggiò e fissò bene alla parete la ruota davanti, sollevò ben ferma sopra una specie di treppiede quella di dietro, accese il ventilatore e il computer, poi si mise a pedalare con la fresca aria sul viso, mentre gli occhi si perdevano nello schermo vedeva la campagna, sentiva il profumo del bosco; chiuso in casa, libero, salvato dalla fantasia, sano di corpo e di mente, liberamente pedalava, finalmente! (Ricordo da un racconto di Vasco).
DI TASCA PROPRIA
La disperazione generò la furia di tutte le classi sociali.
Quando il “Rottamatore” sparì e più nulla fece sapere di sé,
(si mormorava fosse in Africa),
il secondo, costretto a riparare in Sardegna
nella residenza estiva di un suo carissimo amico,
venne a patti con i rivoltosi.
L’accordo, definito volgarmente: “Di tasca propria”,
-Legge numero 518 dal titolo: “Prestito volontario”-,
consentiva a tutti i cittadini di prestare mensilmente al Governo
una somma a proprio piacimento.
La novità, che placò gli animi,
era la cancellazione di tutte le spese per gli armamenti
e che il rimborso del prestito, trascorsi cinque anni,
sicuramente sarebbe stato effettuato
conteggiando un interesse del sette per cento,
oppure, sempre volontariamente prorogato per altri tre
con una maggiorazione degli interessi al dieci per cento.
La Legge obbligava, nel caso in cui lo Stato non onorasse gli impegni,
a reperire le risorse necessarie attingendo a quelle personali,
di famiglia e delle società dei componenti il Governo
e dei parlamentari
che avevano votato a favore della Legge “Di tasca propria”.
La vigilanza e l’applicazione corretta della Legge 518
era demandata alle rappresentanze in ogni Città
composte dai Rappresentanti dei Cittadini,
dai Carabinieri, dalla Guardia di Finanza,
dalla Polizia di Stato e dai Vigili Urbani.
-Renzo Mazzetti- (21 Agosto 2014)
Categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia.
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