LO STRADINO
sabato, 5 ottobre 2019
LO STRADINO
La tela dipinta da mani ruvide e callose fa bella mostra in
località Le Bue, soprannome dato a quella parte di San Romano che si trova
nella parte più in basso. Ci sono infiniti colori su tanti campi rettangolari
con fosse e fossati che, scolpiti con precisione e maestrìa, raccolgono e
portano l’acqua piovana in Arno. Le case e la campagna sono attraversate dalla
strada provinciale Giuncheto, dal primo dopoguerra via Antonio Gramsci, da ambo
i lati è abbellita da giovani acacie. La strada è importante: passa davanti
alla stazione ferroviaria, arriva a Ponte a Egola e si immette nella
Toscoromagnola, ovvero la Nazionale n. 67. La provinciale passa davanti anche
alle case popolari dove abita Arisse, lavoratore addetto alla sua manutenzione.
Arisse, mai visto fermo, è instancabile e lavora con passione, si sposta lungo
la strada trascinando un carretto di ferro e taglia l’erba, copre le buche, pota
gli alberi e tiene puliti i due fossati. (Ricordo da un racconto di Vasco).
Verranno cupi giorni
macchine arrugginite
campi bruciati
e solo il fumo
del denso fungo
alto nel cielo
regnerà sovrano.
Il pensiero
più non sarà
e l’uomo
cosa mai diverrà?
Sarà
vestito di tute e caschi
e nelle mani
non stringerà clave
ma ordigni paurosi
strazianti.
La poltiglia dei corpi umani
degli animali e delle cose
raggiungerà la cima dei monti
e l’orologio dei secoli
tornerà velocemente indietro:
saranno secoli perduti.
La Terra diverrà cosa occulta.
-Renzo Mazzetti-
(anno 1988)
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