LA STRAGE DEI LOMBRICHI E IL CLIMA

giovedì, 5 settembre 2019

LA STRAGE DEI LOMBRICHI E IL CLIMA

Molte piante hanno la facoltà di riprodursi sessualmente e anche vegetativamente, non è vantaggioso soltanto per le loro specie, bensì per l’intero sistema vivente. Infatti per la pianta (che cresce ma non si muove) la riproduzione sessuata è sempre piuttosto aleatoria, e la presenza di entrambe le forme di riproduzione assicura sia i vantaggi della sessualità, sia il massimo di probabilità che, anche in assenza di riproduzione sessuata, il reclutamento di materiali non viventi (acqua, anidride carbonica, sali minerali) ai processi vitali abbia luogo. La fissazione del carbonio viene così assicurata anche se la pianta primigenia muore senza essersi riprodotta sessualmente, e insieme alla fissazione del carbonio viene assicurata la liberazione di ossigeno: così che, saziata la fame di ossigeno dei materiali non viventi che affiorano sulla superficie, gli altri viventi (i consumatori, gli acceleratori dell’aumento di entropia) hanno ancora ossigeno a sufficienza per i propri bisogni energetici. Naturalmente non c’è nulla di provvidenziale in questo: non è che il mondo vegetale abbia queste impressionanti caratteristiche di crescita per offrire possibilità di vita agli altri viventi; ma il sistema vivente ha potuto sopravvivere ed evolvere in tutta la sua ricchezza e varietà in quanto la crescita dei vegetali ha queste caratteristiche. L’aratura profonda, i trattamenti chimici fanno strage di lombrichi, si crea uno squilibrio del ciclo del carbonio e dell’ossigeno, inoltre il danneggiamento al consumo respiratorio continua con le bonifiche degli acquitrini e la copertura dei corsi d’acqua, la eliminazione delle siepi e degli alberi. Oltre a ciò, si aggiungono i guasti provocati dall’industria e dal trasporto degli idrocarburi, in quanto gli inquinamenti che derivano dalle attività danneggiano gli equilibri vitali del mare, inibendo la liberazione di ossigeno da parte delle alghe, e anche perché, l’industria in genere, opera con materiali di profondità portati dall’uomo in superficie. L’inquinamento dell’aria ha molteplici cause, in particolare: industria, trasporti, agricoltura. Preoccupante è l’effetto che l’aumento dell’anidride carbonica avrà sul clima, con conseguenze che si prevedono disastrose per l’aumento di temperatura che può innalzare il livello dei mari. Albertino chiude Rinascita e detta per il compito a casa: Studio del saggio “L’economia del bosco” di Lura Conti che troverete dalla pagina 28 nell’edizione di Sabato 12 Gennaio 1985 (d.L.). Compagne, amici e compagni, buonanotte! (Ricordo da un racconto di nonna Teresina).

UNA MOSCA MORTA
Perché una mosca morta
non suscita alcun sentimento?
Eppure è un essere
nato, vissuto, ed’ ora è morto!
Ha imparato a muoversi,
a volare, a cibarsi.
Anch’essa avrà avuto
i suoi intimi ed esterni sentimenti:
la prima emozione
nel vedere le cose,
nell’assaporare l’aria,
nel sentire i primi rumori.
La sensazione nel primo volo
diventato cosa abituale
come il camminare perpendicolare
su di un vetro di una finestra.
Ha avuto i primi timori
dalle ombre delle mani.
Ha avuto l’ultima ossessione
nel volare attorno ad una lampadina
e sentirsi attratta dalla sua luce
e sentirsi bruciare dal suo calore.
Perché una mosca morta
non suscita alcun sentimento?
-Renzo Mazzetti-
( NaturAmica, antologia – Ibiskos – Empoli – 2005 )

Vedi:

BULLO PUERILE E IL NUOVO GOVERNO




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