GIGANTE ROSSA

DOMENICA, 29 SETTEMBRE 2019

GIGANTE ROSSA

Mi ricordo di aver letto un libro di fantascienza che parlava di un pianeta con due soli. Questi soli erano collocati in modo tale da impedire il sorgere della notte. Così, la gente che abitava su quel pianeta non conosceva le stelle, pur avendo sviluppato una tecnologia molto evoluta. Un giorno, però, arrivò un’eclisse. Per la prima volta apparvero le stelle e fu uno spettacolo straordinario. Non è bellissimo immaginare che possa succedere anche a noi qualcosa di altrettanto sorprendente? La nostra atmosfera è torbida e destinata ad intorbidirsi ulteriormente. Siamo come nel fondo di una vasca scura e agitata. E’ molto probabile che nella galassia esistano sistemi solari simili al nostro, cioè con pianeti adatti alla vita come la terra. Decine, migliaia di anni-luce ci separano dai nostri eventuali simili. Ma neppure nel duemila riusciremo a conoscerli. Forse nemmeno tra un secolo. Siamo infinitamente piccoli. Siamo distribuiti su di un pianeta che ha un raggio di appena seimila chilometri. Non viviamo più di cento anni. Non riusciamo a capire tutto. Come mai esiste l’universo? Chi lo ha generato? Perché siamo fatti così? A questi interrogativi metafisici io, però, non riesco a dare una risposta religiosa. C’è il pericolo che le conquiste si ritorcano inesorabilmente contro chi li ha inventate. L’unica soluzione possibile, contro gli arsenali pieni e le tentazioni bellicose, è il disarmo completo. Se si vuole sopravvivere, bisogna imparare a vivere in pace. Il futuro dell’uomo è strettamente legato alla sua capacità di sfruttare in modo diverso, e migliore, l’energia solare. Continueremo a vivere sinché il sole (un signore di mezza età che ha già campato per cinque miliardi di anni) non diventerà una gigante rossa. Cioè finché non aumenterà il suo diametro sino ad inglobare l’orbita della terra. Ma questo tragico appuntamento è rimandato fra tre, quattro, miliardi di anni.

INDOVINA L’INDOVINELLO: CHI E’ L’AUTORE ? [l'anno è il 1986]

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NUOVI PAESAGGI
Non nelle apparenze 
di un fisico distrutto 
e neppure alla vista 
di due occhi smorti 
o di una bocca senza sorriso
l’ombra di una vita 
che esigeva esser vissuta 
può ritornare ad essere
quella che per essere tutto dette.
Ieri mi dico… 
Ecco: Lontano galleggiava fluttuando. 
Meccanismi perfetti delle umane scoperte 
gettano segnalazioni, rilievi, ordini.
E il non meccanismo uomo 
mai a stregua di macchina si adatta 
ché già nel vecchio superando periodo
lotta cosciente-rabbia-contro sfruttamento
per non essere morto pur vivendo. 
Ma vi era la prima conquista
Come damigella vede la Luna 
Serva pure nell’imbellettarsi 
Feudo dalle alte torri delle megalopoli.
A quell’Icaro che per sfuggire
all’intricata realtà da battere e cambiare
dimenticò se stesso all’infuori dagli altri 
giusta fu la morte albagica. 
Ma alla scienza che ricerca
rinnovate la penna e le idee 
e l’essere sia per l’essere!
Coscienze che si aprono… 
Mentalità che ragionano… 
Strette di mano fraterne. 
E nella lotta di pace
conquista di umana civiltà 
nuovi paesaggi palpitano
all’umano tocco rinnovatore.
O Esseri che lassù
ancora state a guardare 
sforzatevi un po’ anche voi!
Siamo troppo addietro nel 1971?
-Renzo Mazzetti-

Vedi:

NATURA DISTRUTTA E VELENI A IOSA


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