IL PRINCIPE NERO
lunedì, 5 agosto 2019
IL PRINCIPE NERO
Agli ultimi degli anni ‘60 si fecero più attivi i
neofascisti ostili alle organizzazioni della classe operaia, nello stesso tempo
si opponevano al governo capeggiato dalla DC. Il MSI, nel Giugno del 1965,
approvò l’indirizzo politico di ricostituzione dello Stato corporativo
fascista. Giorgio Almirante, che era stato sottosegretario nel governo di
Mussolini e durante la guerra aveva collaborato con gli hitleriani che
occupavano l’Italia, nel 1970 decise di intensificare l’attività con la
creazione di “un fronte unito di lotta contro i comunisti”; pose l’obiettivo di
fare del MSI un partito di governo. I neofascisti, mentre si battevano per un
allargamento del proprio elettorato, rafforzano la loro attività terroristica
con lo scoppio di bombe nelle sedi di organizzazioni di sinistra, nelle
redazioni di giornali democratici, nelle scuole, nelle banche, nei palazzi di
giustizia, lungo le ferrovie, la stazione di Bologna, l’Italicus. Il 12
Dicembre 1969: in posti affollati di Roma e Milano furono fatte scoppiare bombe
che fecero un grande numero di vittime. Il piano dei neofascisti era quello di
creare nel paese un’atmosfera di terrore e insicurezza per instaurare un
“potere forte” capace di ristabilire l’”ordine”. I neofascisti elaborarono
piani per colpi di Stato. Uno di questi fu preparato nel 1970 sotto la guida di
Valerio Borghese “il principe nero” che aveva svolto un ruolo criminale durante
l’occupazione nazista e negli anni ’50 si era legato al partito neofascista del
quale per qualche tempo fu anche presidente onorario. Alla fine del 1968 creò
una organizzazione armata, il Fronte nazionale. Borghese si mise in
collegamento con esponenti dell’esercito, nel Dicembre del 1970 elaborò un
piano per la conquista violenta del potere. All’ultimo momento, compreso che il
piano era destinato al fallimento, “il principe nero” rinunciò e fuggì
all’estero. Al peggioramento della situazione politica risposero le forze democratiche
con la massima vigilanza e mobilitazione a cui parteciparono milioni di operai,
studenti, giovani. La compattezza delle forze democratiche impedì ai fascisti
di creare nel paese un clima di guerra civile e instaurare un regime
antidemocratico. (Ricordo da un racconto di Tommy detto Tom).
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