GIURISDIZIONALE
sabato, 3 agosto 2019
GIURISDIZIONALE
Il sistema adottato per la elezione del Consiglio superiore
– sistema maggioritario a collegi separati per gradi di giurisdizione, con
evidente privilegio di rappresentanza a favore dei gradi maggiori – contro il
dettato costituzionale, il carattere gerarchico dell’ordine, vi ha fomentato un
regime autoritario il quale a sua volta ha favorito il tralignamento della
magistratura in corpo separato dello Stato all’interno dello Stato. Impegnata a
difendere i propri interessi corporativi, la magistratura è stata
inevitabilmente sospinta nell’ambito politico, a collusioni e collisioni che
sono inconciliabili con la sua autonomia e indipendenza. Penso alla permanenza
in vigore dei codici fascisti i quali fanno dei magistrati, che sono soggetti
soltanto alla legge (articolo 101 della Costituzione), nolenti o volenti che
essi siano, gli strumenti obbligati di una volontà repressiva persecutoria;
penso alla mancata riforma dell’ordinamento giudiziario, concepito e costruito
in servizio della dittatura, e che tale ispirazione continua obiettivamente a
rimanere compenetrato; penso all’inquadramento gerarchico del Pubblico
ministero che suona a beffa dell’indipendenza dei magistrati che non ne
dirigano gli uffici; penso alla dipendenza militarizzata degli agenti di
polizia addetti ai servizi giudiziari dal ministro dell’Interno – quegli agenti
di polizia che in definitiva, tramite le denunce, sono in realtà i veri
promotori dell’azione penale. (Meditazione su: Umberto Terracini “Deputati e
magistrati” in Rinascita del 28 Luglio 1972).
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