ALPI APPENNINI COLAPASTA
giovedì, 11 aprile 2019
ALPI APPENNINI COLAPASTA
L’attività sconclusionata quanto indiscriminata, testarda e irrispettosa, senza fantasia e dispendiosa, ridusse le Alpi e gli Appennini a un tutto forato simile al colapasta. Le boscose e splendide naturali barriere protettive delle rigogliose terre e delle varie popolazioni italiane caddero, tutta la penisola subì la sferza dei violenti venti che stroncarono gli alberi e spazzarono via i campi coltivati, le fonti si prosciugarono, i corsi delle acque dolci scomparvero, il deserto africano soffocò il Mediterraneo avanzando minaccioso verso l’Adriatico. La follia della filosofia dello sviluppo irresponsabile e dell’alta velocità comunque, s’impantanava nelle sabbie molli e mobili che lentamente inghiottivano tutto ciò che rimaneva durante i periodi delle grandi piogge, sempre meno frequenti e violentissime, per i cambiamenti climatici globali. (Ricordo da un racconto di Rita).
VECCHIANO DI MARZO
Il mare boscaiolorumoreggia cupoinondando il territorio.Scomparsa è la spiaggiaricoperta di legnamepare foresta rovinata.La nostra passata presenzanel selvaggio paesaggiorisuona forte ricordo.Continuo è il ventobacia il salmastrosul viso resta umido.Il Serchio rinverdiscesugli argini ortichegialle e bianche margherite.Raccolgo scultura ligneamedioevale rocca turritadi servi schiacciati vestigia.Mistura di fango e cenerifluttuando in solidi trasformatidi antracite fondamenta diventati.Assorbo realtà originalileggero come quei gabbianicon elementi artistici simbiosi.-Renzo Mazzetti- (Ibiskos Editrice Empoli NaturAmica, Maggio 2005)LA NEGAZIONE (ECOLOGIA E SOCIALISMO)
Commenti
Posta un commento