NOI FINISCIAMO
giovedì, 11 gennaio 2018
NOI FINISCIAMO
Parlar bene significa servirsi di espressioni adoperate da tutti coloro che parlano l’italiano e adatte sia alla persona con cui si parla, che al tono del discorso. E’ la grammatica che ce lo insegna, prescrivendo quali espressioni adoperare, quali no. Ma, prima di procedere oltre, bisognerà chiarire ancora un punto. Quando noi parliamo di grammatica, intendiamo di solito un insieme di norme elaborate da particolari studiosi, i grammatici, ed esposte in particolari libri, le grammatiche, insegnate nelle scuole. E non riflettiamo che, accanto a questa grammatica, ve ne è un’altra, che può essere anche non scritta e non studiata, che si apprende solo dall’uso vivo del linguaggio, dal parlare con gli altri. Il bambino, sentendo dire io finisco, egli finisce, può un giorno inventarsi la forma scorretta noi finisciamo. Ma non la userà che una volta o due volte, perché subito qualcuno, sorridendo, lo avvertirà che non si dice così, ed egli docilmente si adeguerà all’uso corrente e dirà, come dicono tutti, noi finiamo. (Meditazione su: Il parlar bene in che consiste? di Giuseppe Petronio, Il Calendario del Popolo, 1952).
Le vocali sono cinque
e nella lingua italiana
sono indispensabili
per formare una sillaba
insieme alle consonanti
e di conseguenza le parole.
A E I O U
per cui prendi
una qualsiasi consonante
la metti prima della vocale
e formi una sillaba:
un pezzo di parola.
-Renzo Mazzetti-
(13 aprile 2015)
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