MOGLIE DA VENDERE
martedì, 2 gennaio 2018
MOGLIE DA VENDERE
Dopo la caduta dell’impero romano il sistema economico
fondamentale della società europea fu quello della servitù della gleba,
succeduto alla schiavitù perché quest’ultima forma di produzione si rivelò
anti-economica e non più redditizia per i proprietari. Durante i primi due
secoli della sua esistenza il cristianesimo, che lottava contro la classe
dirigente, proclamò l’uguaglianza. Ma quando la chiesa diventò una grande
potenza temporale, proprietaria di estese ricchezze, tutto il suo
anti-schiavismo si dileguò. La schiavitù era in vigore in Europa durante tutto
il medio evo e l’evo moderno, fino al XIX secolo. Considerato che la servitù
della gleba era la forma fondamentale di produzione, la schiavitù ebbe una
minore estensione e prese un aspetto differente da quello antico: si chiamò
schiavitù domestica. Si trattava in grande maggioranza di ragazze di razza
asiatica, specialmente tartare, circasse, persiane, oppure fanciulli africani.
Tanto le ragazze che i fanciulli servivano per il lusso e il piacere dei grandi
signori dell’epoca e specialmente dei prelati. Matteo Bandello racconta la
storia dell’abate di S. Simpliciano, a Milano, il quale fu ucciso da un suo
moretto ch’egli maltrattava. Così ci sono numerosi documenti i quali dimostrano
che quasi tutti i cardinali di Roma avevano schiavi mori e che molte volte
anche non si peritavano di portare in schiavitù gli italiani, come
l’arcivescovo di Firenze, Vitelleschi, il quale nel 1435 fece una scorreria a
Vetralla, presso Viterbo e fatte prigioniere cinquanta donne le vendette a
mercanti catalani nel porto di Civitavecchia. I catalani erano i più attivi
mercanti di schiavi nel Mediterraneo, e dopo venivano Genova e Venezia. Nel
1450 a Firenze vi erano almeno mille schiave e molti padroni le sfruttavano con
la prostituzione. Anche in Sicilia la schiavitù era molto diffusa e, cosa
incredibile, rimase in vigore fino al 1812. In quell’anno un moretto fuggì
dalla casa di un certo principe di Petrulla e si arruolò nell’esercito. Il
principe lo rivendicò come suo schiavo, e ne domandò la restituzione. I
magistrati in una sentenza dove invocavano la santità stessa della religione,
decisero che la schiavitù era legittima e lo schiavo fu restituito. La
schiavitù durante il medio evo e l’epoca moderna non esistette solamente in
Italia, ma in tutte le nazioni d’Europa. In Inghilterra, in Francia, in Spagna,
come del resto in tutti i paesi che avevano una flotta, i rematori delle galee,
sia prigionieri di guerra che delinquenti comuni, erano considerati schiavi. In
Inghilterra, fin quasi alla fine del XVIII secolo, vi furono casi di mariti
che, stanchi della moglie, la conducevano in giro con una corda al collo e la
vendevano al miglior offerente. (Ricordo da un racconto di Rita).
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