LA LIBERTA’ DI VIVERE

 

giovedì, 18 gennaio 2018

LA LIBERTA’ DI VIVERE

 

Vi è oppressione quando l’uno si esaurisce per il lavoro o per il non lavoro e manca di tutto, mentre l’altro è immerso nell’abbondanza senza fare nulla. Nei primi decenni degli anni duemila (caratterizzati dalla dittatura finanziaria, dalla metafora della democrazia, dagli accaparratori di privilegi istituzionali) in tutti i tipi di attività, gli incapaci si presero il compito di dirigere persone capaci; per quanto si riferisce alla moralità, quelli più immorali vennero chiamati ad educare virtuosamente i cittadini e, in relazione alla giustizia distributiva, i grandi colpevoli erano preposti a punire le colpe dei piccoli delinquenti. Nella comunità con altri, ciascun individuo ha sempre avuto i mezzi per sviluppare in tutti i sensi le sue disposizioni. Solo nella comunità, per ogni singolo, diventa dunque possibile la libertà personale. La questione principale, comune, è indubbiamente una: fornire alle persone la libertà di vivere, i mezzi cioè, le condizioni necessarie per vivere in una società dove tutti, a loro volta, hanno le medesime possibilità. (Ricordo da un racconto di Irina).

 

SALVA ITALIA (parte) *

Chiamato dal sommo del colle

 

a un passo dal burrone

 

agguanta sicuro le risorse

 

salva Italia il professore.

 

Piangono piccole pensioni e buste paga

 

i giovani cercano lo studio sereno

 

sognano il dignitoso lavoro

 

ma anche il padroncino s’ammazza

 

il mercato nella piazza affari in borsa gioca.

 

* FASULLI SALVATORI.

Vedi: FIGLI DI N. N. (6 gennaio 2018)

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