GLI INTELLETTUALI

 

mercoledì, 17 gennaio 2018

GLI INTELLETTUALI

Il fascismo, regime basato sulla forza invece che sul consenso, segna la crisi definitiva del dominio capitalistico-borghese sulla società italiana. Perciò la questione degli intellettuali viene ad assumere, per Gramsci, la centralità. Una massa umana non si distingue e non diventa indipendente per sé senza organizzarsi e non c’è organizzazione senza intellettuali, cioè senza organizzatori e dirigenti, cioè senza che l’aspetto teorico del nesso teoria-pratica si distingua concretamente in uno strato di persone specializzate nell’elaborazione concettuale e filosofica. Ma questo processo di creazione degli intellettuali è lungo, difficile, pieno di contraddizioni, di avanzate e di ritirate, di sbandamenti e di riaggruppamenti, in cui la fedeltà di massa è messa a dura prova. Il processo di sviluppo è legato a una dialettica intellettuali-massa; lo strato degli intellettuali si sviluppa quantitativamente e qualitativamente, ma ogni sbalzo verso una nuova ampiezza e complessità dello strato degli intellettuali è legato a un movimento analogo della massa dei semplici, che si innalza verso livelli superiori di cultura e allarga simultaneamente la sua cerchia di influenza. Albertino fa una pausa, e rovista tra gli appunti. Ne approfitta Faustina per dire: tutto è l’opposto di ciò che avvenne nell’era della ciarla che, rottamato anche l’insegnamento, si moltiplicò l’ignoranza diffusa e complessa? Eligio: Dalle contraddizioni il frutto di nuove verità; ci vogliono idee, idee… Riprende la parola Albertino: Faustina dice bene, ed anche Eligio, ma… e torna a rovistare tra gli appunti, e, dopo un po’, legge Marx sull’impotenza delle idee astratte: Le idee non potrebbero mai condurre al di là delle vecchie condizioni del mondo, ma potrebbero soltanto condurre al di là delle idee delle vecchie condizioni del mondo. Le idee non possono di per sé condurre assolutamente a nulla. Perché le idee si traducano in fatti, occorre che l’uomo esplichi la sua energia pratica. Albertino guarda l’orologio: è già tardi; compito a casa: La lotta per l’egemonia e l’intellettuale collettivo. Compagne e compagni, buonanotte! (Ricordo da un racconto di nonna Teresina).

OSSI DI SEPPIA (1925, parte)
Spesso il male di vivere ho incontrato:
Era il rivo strozzato che gorgoglia
Era l’incartocciarsi della foglia
Riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
Che schiude la divina Indifferenza:
Era la statua nella sonnolenza
Del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.
-Eugenio Montale- (Nel 1967 fu nominato Senatore a vita)

Vedi: COME SI STUDIA (1 Gennaio 2018)

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