TEATRO DAL VERME

sabato, 15 ottobre 2016

TEATRO DAL VERME

Al Teatro Dal Verme di Milano nel 1889 si svolse una grande manifestazione per la Pace e per la Fratellanza dei Popoli; con altri personaggi invitarono anche Carducci il quale con una lettera respinse l’invito affermando che l’Italia doveva difendersi offendendo. Al Teatro Dal Verme fu votato un Ordine del Giorno nel quale si auspicava che i popoli d’Europa contrastassero le trame di guerra e che l’Italia non aderisse alla Triplice Alleanza. Quelle parvenze di democrazia erano però neutralizzate da un pacifismo ingenuo e speranzoso che non mobilitava con la necessaria forza contro la guerra. Questo andazzo continuò, purtroppo, anche con la nascita del Partito socialista travagliato da due grandi mali opportunistici: il riformismo addormentatore e traditore, da una parte, il rivoluzionarismo verbale dall’altra. Tieni sempre bene in evidenza che il riformismo è complice del capitalismo, cambia soltanto governanti, perpetua lo stato di cose presente, campa di morti. (Ricordo da un racconto di Irina).

RIFORMISMO
La pratica del riformismo,
scelta da alcuni dirigenti della classe operaia
che rinunciano alla lotta
e ripongono tutta la loro fiducia nelle riforme sociali,
graduali e pacifiche -pratica che confina spesso col tradimento-
viene teorizzata dal revisionismo,
che pretende di rivedere,
di correggere il pensiero di Marx.
Il revisionismo
tende ad evirare il marxismo
di tutto il suo contenuto rivoluzionario
in quanto attenua o addirittura nega
la critica fatta dal marxismo alla società capitalistica.
Così sono attenuate o negate
tutte le contraddizioni della società borghese,
le sue crisi periodiche,
lo sviluppo ineguale del capitalismo,
la miseria crescente,
lo stesso fondamentale concetto della lotta di classe
viene posta da un canto.
-Arturo Colombi-




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