ALESSANDRO IL GROSSO
ALESSANDRO IL GROSSO VENERDI' 4 DICEMBRE 2015 h. 9,35.
Quando l'insegnante disse che nella storia era esistito Alessandro il grande, tutti scoppiarono in una fragorosa risata, allo sguardo sbigottito-interrogativo rispose Ascanio dicendo che anche noi avevamo Alessandro il grosso, e grosso per davvero, ribadì indicando Alessandro che sedeva un banco dietro. Alessandro, figlio di contadini, tirato su con enormi fette di pane e frittata ci incuriosiva non solo per la sua corporatura, ma anche per il modo di parlare. Per esempio: tutti si rivolgevano ai genitori con il Tu, mentre il Voi lo davano ai nonni. Alessandro il grosso il Voi lo dava ai nonni e ai genitori, ciò ci faceva effetto perché i genitori erano molto più giovani di tanti altri. Un giorno l'insegnante spiegò che il Voi, prima del millecinquecento, rappresentava riguardo e meno confidenza del Tu, che è una forma confidenziale, poi fu quasi del tutto sostituito dal Lei che è una forma di cortesia; dalle sue parti, con il fascismo, non ricordava perché, riprese voga il Voi. Una volta alla televisione ascoltai un racconto di un medico: la paziente, quando eravamo soli, si rivolgeva dandomi del tu. Quel: “quando eravamo soli”, fu la più bella lezione d'ipocrisia. (Ricordo da un racconto di Irina).

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