COMODA
venerdì, 9 marzo 2012
COMODA
Cosa attendono dalle elezioni i rivoluzionari consapevoli,
gli operai e i contadini che giudicano il Parlamento dei deputati eletti a
suffragio universale dagli sfruttatori e dagli sfruttati come la maschera della
dittatura borghese? Non attendono certo la conquista della metà più uno dei
seggi e una legislatura che sia caratterizzata da una serqua di decreti e di
leggi che tendono a smussare gli angoli e a rendere più facile e più comoda la
convivenza delle due classi, quella degli sfruttatori e quella degli sfruttati.
La rivoluzione comunista non può essere realizzata con un colpo di mano. Se
anche una minoranza rivoluzionaria riuscisse, con la violenza, a impadronirsi
del potere, questa minoranza sarebbe il giorno dopo rovesciata dal colpo di
ritorno delle forze mercenarie del capitalismo, perché la maggioranza non
assorbita lascerebbe massacrare il fiore della potenza rivoluzionaria,
lascerebbe straripare tutte le cattive passioni e la barbarie suscitate dalla
corruzione e dall’oro capitalistico. I riformisti e tutta la banda degli
opportunisti hanno ragione quando dicono che in Italia non esistono le
condizioni obbiettive della rivoluzione: essi hanno ragione in quanto pensano e
parlano da nazionalisti, in quanto concepiscono l’Italia come un organismo indipendente
dal resto del mondo, e concepiscono il capitalismo italiano come un fenomeno
puramente italiano. Essi non concepiscono l’internazionalismo come realtà
vivente e operante nella storia tanto del capitalismo quanto del proletariato.
Ma se invece si concepisce la realtà italiana come inserita in un sistema
internazionale, come dipendente da questo sistema internazionale, allora il
giudizio storico cambia e la conclusione pratica cui deve giungere ogni
socialista consapevole, ogni operaio e contadino che senta la responsabilità
della missione rivoluzionaria della sua classe, è questa: bisogna essere
preparati, bisogna essere armati per la conquista del potere sociale. La
rivoluzione trova le grandi masse popolari italiane ancora uniformi, ancora
polverizzate in un brulichio animalesco di individui senza disciplina e senza
cultura, ubbidienti solo agli stimoli del ventre e delle passioni barbariche. (
Meditazione su I rivoluzionari e le elezioni di Antonio Gramsci).
R O S S O L E V A
N T E E P O N E N T E
Rosso levante e ponente,
rosso scolpito nel cuor,
rossa è la nostra bandiera
emblema di pace e lavor.
La guerra è voluta dai ricchi,
non porta che fame e terror,
su avanti compagni, lottiamo,
a morte il fascismo oppressor.
La Celere ci lega le mani,
il clero ci lega il cervel,
chi libera i popoli schiavi
è solo la falce e il martel.
Quanti son morti per noi
lungo la lotta fatal!
Gloria eterna agli eroi,
morti son per l’Ideal.
-Anonimo-
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