DEBITO
domenica, 11 settembre 2011
DEBITO
Gli usurai esosi, inesorabili, hanno tolto a molti di noi la
Patria, a tutti l’onore e le sostanze. A nessuno è stato concesso di fruire
della legge in base alla quale, secondo l’uso degli avi nostri, chi aveva
perduto il patrimonio restava libero: tanta fu la crudeltà degli usurai e del
pretore. I vostri antenati, presi da pietà per la plebe di Roma, spesso con i
loro decreti vennero incontro ai suoi bisogni; anche recentemente, a memoria
nostra, l’entità dei debiti fu tale che, con il consenso di tutti gli ottimati,
il debito d’argento fu pagato in bronzo. Spesso la plebe, desiderosa
d’esercitare il potere o esasperata per la durezza dei magistrati, prese le
armi e fece secessione dai patrizi: ma noi non vogliamo il governo dello stato
né le ricchezze, che sempre suscitano guerra e conflitti tra gli uomini.
Vogliamo la libertà: la libertà, che un vero uomo non perde se non con la vita.
Imploriamo te e il senato, provvedete ai vostri concittadini più bisognosi,
rendete loro la protezione della legge, non ci costringete a cercare in che
modo morire, facendo la più tremenda vendetta del nostro sangue. (meditazione
sul messaggio di Manlio ne: La congiura di Catilina di Gaio Crispo Sallustio).
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