CONCRETO

sabato, 10 settembre 2011

CONCRETO

 

Quelli che vollero mettere alla pari tutti i peccati non se la cavano quando si viene al concreto: hanno contro il buonsenso, l’uso comune, l’idea stessa dell’utile, che è quasi madre della legge e dell’uguaglianza. Quando sulla giovane terra incominciarono a strisciare gli uomini primitivi, mandra orrida e muta, essi si battevano per le ghiande o per un posto dove dormire con i pugni e le unghie, poi con i bastoni e via via con le armi che la pratica gli insegnava a fabbricare, finché inventarono le parole e i nomi, che dessero un significato ai suoni ed esprimessero i sentimenti; allora la smisero con la guerra, incominciarono a fortificare le città e a stabilire delle leggi perché nessuno fosse ladro, brigante o adultero. Si deve ammettere, ripercorrendo nel tempo la storia del mondo, che le leggi furono inventate per paura del sopruso. La nostra natura non sa distinguere il giusto dall’ingiusto, mentre sa invece separare ciò che è buono per lei da ciò che non lo è, le cose che vanno evitate da quelle che bisogna procurarsi; ma nessun ragionamento può dimostrare che commetta il medesimo peccato e ugualmente grave chi strappa dall’orto del vicino le verdure novelle e chi di notte ruba oggetti sacri agli dei. Ci vuole una norma che infligga pene proporzionate alle colpe, in modo che chi merita la bacchetta non sia straziato con l’orrendo flagello. (meditazione sul libro primo, 3. di Quinto Orazio Flacco).

 

 

 

U  M  A  N  I  T  A’

 

La massa misera

 

ha finito di mendicare

 

e più non può cadere

 

nell’oscurità della notte.

 

Lo sconforto medita

 

nelle infinite forme

 

cerca di essere ricomposto

 

e assume aspetti diversi

 

tutti esclusi e ripugnanti.

 

E l’umanità si evolve

 

e nell’aria il profumo del sapere

 

cerca la sorella, il fratello, l’uguale;

 

e il fratello cerca il fratello

 

e la sorella cerca la sorella,

 

sul vecchio, secco e spento,

 

s’innesta fiero il germoglio

 

anteriore all’apparir da lontano

 

diventa ora in tutto l’immediato

 

non più novella speranza

 

per gli innocenti animi

 

nell’avvenire arride e avanza.

 

-Renzo Mazzetti- 

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