MISURE
SABATO 9 LUGLIO
2011 h. 06,41.
MISURE
( foto : PERFETTE )
Vorreste misurare il tempo che non ha misure, e non
potrete misurarlo. Vorreste comportarvi conformi alle ore e alle stagioni, e
dirigere perfino il corso dello spirito. Del tempo vorreste fare una corrente
per vigilarne lo scorrere seduti sulla riva. Ma ciò che è eterno in voi, sa che
la vita è eterna. Oggi non è che il ricordo di ieri, e domani non è che il
sogno di oggi. E ciò che in voi è canto ed estasi dimora ancora nei confini
dell'attimo primo, che nello spazio disseminò le stelle. Chi di voi non sente
che, pure illimitato, questo amore è chiuso nel centro dell'essere, e non
oscilla da pensiero a pensiero, né da amore a amore? Come l'amore, non è forse
il tempo indivisibile e immoto? Ma se credete di misurare con le stagioni il
tempo, sappiate allora che le stagioni si cingono l'un l'altra, e il presente
abbraccia il passato con il ricordo, e con la speranza l'avvenire. (meditazione
su: Tempo di Gibran Kahlil Gibran).
------IL PROFETA PAG. 87 ------
L' I D E A L E
Il numero degli anni non determina
il superamento dell'Ideale.
E' l'Ideale che scandisce anche il tempo
e il tempo è continuamente vecchio e superato.
-Renzo Mazzetti-
( foto: Sabatino: gli umani... pensano... parlano...
amano? )
STOLTI
VENERDI' 8 LUGLIO
2011 h. 06,33.
( Foto: LEGNI )
Prima di tutto, o siracusani, accettate solo le leggi che
non vi sembrino fatte per indirizzare il vostro pensiero alla passione del
guadagno e della ricchezza; ma, dal momento che vi sono tre cose importanti:
l'anima, il corpo, i beni materiali, accettate in primo luogo quelle che
tengono nel pregio più alto la virtù dell'anima, in secondo luogo quelle che
valorizzano il corpo (che sia al di sotto del valore dell'anima), in terzo ed
ultimo luogo quelle che valorizzano le ricchezze materiali, che servono sia al
corpo che all'anima. L'istituto che realizzerà questo sia per voi legge divina,
capace di fare la felicità di chi la rispetta. La definizione secondo cui i
ricchi sono per sé felici è in sé molto miserevole: è un discorso stolto, degno
solo di donne e fanciulli, e che rende stolto a sua volta chi gli dà retta.
(meditazione dalla lettera VIII di Platone).
---PAG. 241---
SENZA TITOLO
La società recidiva
senza occhi
senza voce
senza orecchie
reprime immensità di nuova vita
in metafore di vista, di urli, di udito.
La compagine povera che soffre
percepisce ciò che nessun potente
potrà mai imitare o soffocare.
Una nuova èra avanza
nell'aria e nel sangue
già volteggia e pulsa.
Nel sapere di chi non sa
l'alba e il tramonto
è ancora alba e tramonto.
Ma se il tramonto
si chiamasse alba?
E se l'alba
si chiamasse tramonto?
E se la morte della ricchezza
si chiamasse vita?
-Renzo Mazzetti-
C U R I O S I T A '
I ricchi e il cammello. Il famoso detto evangelico che è
più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago che un ricco
possa accedere al regno dei cieli è una inesattezza perché la dizione autentica
suona così:… è più facile che una gòmena… Ma come si spiega questa confusione
tra un cammello e il grosso canapo che si usa in marina? Tutto è dovuto ad un
aspetto filologico; in greco antico, gòmena si dice: càmilos; un errore del
testo sostituì alla i una e ed ecco come apparve il cammello: càmelos infatti
vuol dire cammello.
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