UN MILIONE DI MILIARDI DI BACI

GIOVEDÌ, 7 APRILE 2011

UN MILIONE DI MILIARDI DI BACI


Miei diletti, sono libera, miei cari. Forse ve lo annuncio in maniera un po’ brutale. Non è detto che esca proprio oggi, quando non lo so ancora. Ciò non toglie che mi senta molto triste perché non so se anche la mamma verrà rilasciata. Purché questo avvenga! Sono sei settimane a oggi che ho perduto la mia libertà e ora finalmente la ritrovo. Non rallegriamoci troppo, c’è il rischio di perderla un’altra volta, e presto anche. Meglio non parlarne. Spero di potervi presto riabbracciare insieme alla mamma. Basta che sia rilasciata anche lei. Vedi, Paulette mia carissima, mi sono sbagliata di poco quando ho dichiarato che ti stavo scrivendo l’ultima lettere da Fresnes. Vedrai, io spero tanto, che quello che sta accadendo a me molto presto succederà anche a tua madre e a tua sorella. Te lo assicuro, anche se so benissimo che la situazione è molto difficile, specialmente all’inizio, e in particolar modo per tua mamma. Coraggio, abbiate fiducia e a presto. Ho un mal di testa della forca. Vi bacio un milione di miliardi di volte. Louise. Ottobre 1942. (dal liceo ad Auschwitz, lettere di Louise Jacobson).

 1942
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.
-Nazim Hikmet-
(lettere dal carcere a Munevver, prigione di Bursa, Anatolia)
 



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