sabato, 8 gennaio 2011
SACRALITA'
Non lungi dalla Madonna del Sasso, fummo non poco
meravigliati di trovarvi in gran copia il Cistus in questione. Per quanto
potemmo allora assodare, se ne trovano le prime piante poco sopra Santa Brigida
e si seguita a trovarlo abbondante per quasi un chilometro, quando da quella
borgata si va, passando per il camposanto, nella direzione di Monte Rotondo, in
terreni per la maggior parte di proprietà dei signori Martini Bernardi, ad
un’altezza di circa 450 a 550 m. L’area che occupa è tanto estesa, e la sua frequenza
è tale, che non ho il minimo scrupolo d’indicarne la località esatta, sicuro
che nessun raccoglitore di specie rare, per quanto fanatico esso sia, ve lo
potrà estirpare, come dicesi che abbia fatto il Pollini su colli Euganei. Esso
mostrava di aver fiorito abbondantemente e portava capsole dalle quali erano
già per la maggior parte caduti i semi. Accanto agli arbusti vecchi, con
tronchi legnosi più o meno decombenti, si vedevano prosperare in quantità
giovani piantine di seme erette. Esso cresce insieme al Cistus salvifolius
Laurino nella macchia e sotto i boschi di castagno e di querce. Interrogati i
contadini dei dintorni, abbiamo potuto accertare, che l’hanno sempre
conosciuta, e che le danno il nome di <erba della Madonna> , perché con essa
adornano gli altari della Vergine nelle feste di Maggio e di Giugno. Essi ci
dissero che cresceva soltanto nell’area sulla quale l’avevano osservata, e non
si estendeva sui monti né a destra né a sinistra. -Stefano Sommier, 1899-
Arbusto sempreverde con foglie semplici, consistenti e
coriacee, con il margine intero, da lineari ad ovali e portate a due a due
opposte e discussate. I fiori, solitari o in cime terminali, sono grandi e
vistosi anche se di breve durata. I fiori di colore rosso sono i più effimeri. Quelli
bianchi possono durare poco più di due giorni. Il calice e la corolla sono
formati, rispettivamente, da tre a cinque sepali e da cinque petali. A seconda
della specie i petali possono essere di colore giallo, rosso o rosa. La base
del petalo ha un’unghia colorata in giallo aranciato o in rosso cremisi. Gli
stami sono numerosi, brevi e vivacemente colorati in giallo. Tutte le specie
hanno lo stesso grado di ploidia. In molti casi secernono una resina
appiccicosa e profumata, ricca di oli essenziali, acidi grassi e polifenoli. Il
cisto Laurino, nei boschi di Santa Brigida, vicino Firenze, nell’ambiente
luminoso e asciutto emana quel profumo che ricorda piacevolmente quello
dell’incenso. Con usanze rituali, spesso di origine precristiana, il fiore è stato
accostato al culto Della Madonna tanto da essere chiamato <fiore della
Madonna> o <Rosa di Maria>. Tutta la vallata di Santa Brigida è sempre
stata permeata da un forte carattere di sacralità che risale almeno all’epoca
etrusca quando la vetta del Monte Giovi era probabilmente sede di un santuario
e lungo le falde del massiccio passava la via che univa la Val di Sieci con la
via Faentina e quindi con il Mugello e di lì con gli abitanti della Pianura
Padana.
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PER UN POETA
La natura e la sua vita erano un solo respiro:
Capiva il balbettio del ruscello,
E comprendeva la parlata delle foglie degli alberi,
E sentiva il vegetare delle erbe;
Gli era chiaro il libro delle stelle,
E l’onda del mare parlava con lui.
-Baratynskij-
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