LETTERA VUOTA
giovedì, 9 dicembre 2010
LETTERA VUOTA
Ho lasciato sulla carta da lettera un po’ di posto per oggi perché l’ho finita e può passare del tempo prima che me ne portino dell’altra. Sto aspettando le vostre lettere con le foto incollate, ma per oggi non se ne parla. Miei poveri cari, io scrivo, scrivo, ma la mia lettera è vuota, me ne accorgo benissimo. Ma cosa posso dirvi di più? L’avvocato non l’ho ancora visto. L’istruttoria per il momento non l’ho passata. Insomma, la vita continua, sempre uguale, vuota e oziosa, e terribilmente monotona. Per fortuna sto leggendo una rivista religiosa inglese e scrivo, scrivo il più possibile. Quasi tutti i giorni arrivano tante ragazze. Spesso sono già state qui. I momenti migliori sono quelli in cui dormo. Mi trovo proprio davanti ad una finestra sempre aperta: e giusto di fronte c’è un castagno con gli uccellini fra i rami. Vi abbraccio mille volte con tutte le forze, sperando di farlo davvero molto presto. - Louise- Domenica 4 ottobre 1942. Dal liceo ad Auschwitz. Lettere di Louise Jacobson.
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