I MILIARDARI
domenica, 12 settembre 2010
I MILIARDARI
Il denaro, dunque, rappresenta una grossa incognita. A quanto pare, il mestiere del miliardario è difficile; forse è il mestiere più difficile del mondo. Ricchi o poveri? Il dilemma, come sempre, lascia perplessi. La lettura di queste parole sul Messaggero ci conferma che la povertà è uno stato sostanzialmente volontaristico. Viene sempre, nella vita di noi tutti e specialmente in quella degli operai, dei braccianti, degli edili e, in generale, dei lavoratori, un momento in cui ci si trova davanti a una scelta: ricchi o poveri? E se si resta poveri, condizione, come è noto, non privadi inconvenienti, la colpa è della irresolutezza o della distrazione o del nighittoso disimpegno con cui un minatore, poniamo, non sa decidersi tra la sua piacevole vita nei pozzi e la difficile, tribolata esistenza dei Pesenti, dei Pirelli e dei Costa, [dei Marchionne], miliardari e cavalieri del lavoro. Certo, la scelta non è facile, ha ragione il Messaggero, e “lascia perplessi”. Ecco il punto, ed ecco svelato un mistero a cui noi non avevamo mai saputo andare a fondo. Che cosa è, per esempio, quella faccia intontita e infelice che mostrano i lavoratori pendolari, quando la mattina sul far dell’alba si mettono in viaggio per andare al lavoro? E’ per stanchezza, per fame, per disperazione? Mai più. sono perplessi, questo è. “Ricchi e poveri?” Mah, non sapremmo proprio dire. Ci limiteremo a rilevare che siccome i miliardari sono in minoranza, si vede che gli italiani, tutto considerato, propendono per la miseria. - Fortebraccio- L’unità, 10 gennaio 1968.
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