MATERIA E SPIRITO
martedì, 20 aprile 2010
MATERIA E SPIRITO
Che cosa fanno i filosofi? Essi spiegano le cose del mondo,
della natura, dell’uomo, insomma tutto ciò che ci circonda. Ci sono delle cose,
degli oggetti, che sono materiali, che noi vediamo e tocchiamo. Ma ci sono
anche altre cose che noi non vediamo e che non possiamo né toccare né misurare,
come le nostre idee. Noi dobbiamo, quindi, distinguere le cose in questo modo:
da una parte, quelle che sono materiali, dall’altra, quelle che non sono
materiali, e cioè che appartengono al dominio dello spirito, del pensiero,
dell’idea. E’ così che i filosofi si sono trovati in presenza della materia e
dello spirito. Questa distinzione, naturalmente, si fa sotto diverse forme, con
parole diverse: invece di dire spirito noi possiamo dire pensiero, idea,
coscienza, anima. Quando parliamo della natura, del mondo, della terra,
parliamo di qualcosa che va incluso nella materia. Al binomio materia-spirito
corrisponde il binomio essere-pensiero. La materia, o l’essere, è ciò che le
nostre sensazioni e le nostre percezioni ci mostrano e ci danno; è, in
generale, tutto ciò ci circonda, ciò che si chiama mondo esterno. Il pensiero,
o lo spirito, è l’idea che ci facciamo delle cose; certe idee ci vengono
ordinariamente dalle nostre sensazioni e corrispondono a degli oggetti materiali
– altre idee, come quelle di Dio, della filosofia, dell’infinito, del pensiero
stesso, non corrispondono a oggetti materiali. Il foglio di carta sul quale
scrivo è bianco. Sapere che è bianco, è un’idea, e sono i miei sensi a darmela.
La materia è costituita dal foglio stesso di carta. Ecco perché i filosofi
parlano dei rapporti tra l’essere e il pensiero, o tra lo spirito e la materia,
o tra la coscienza e il cervello; e si pongono la domanda: è più importante la
materia o lo spirito, l’essere o il pensiero? Quale dei due viene prima
dell’altro? E’ questo il problema fondamentale della filosofia. Ciascuno di noi
si è chiesto che cosa diventeremo dopo la morte, donde venga il mondo, come si
è formata la terra, e tante, tante altre domande, che rispecchiano i vari modi
in cui si può porre il problema fondamentale della filosofia. A questo che è il
principale interrogativo della filosofia ci sono due tipi di risposte: una
risposta scientifica, una non scientifica. I primi uomini, del tutto ignoranti,
non avendo alcuna conoscenza del mondo, hanno attribuito a degli esseri
soprannaturali la responsabilità di tutto ciò che li stupiva. Nella loro
immaginazione eccitata dai sogni, in cui vedevano vivere i loro amici e loro
stessi, arrivavano a questa concezione, che ciascuno di noi avesse una doppia
esistenza, che i loro pensieri e le loro sensazioni fossero prodotti non dal
loro corpo, ma da un’anima particolare abitante in questo corpo, destinata a
lasciarlo al momento della morte ( Engels ). Di qui è nata l’idea
dell’immortalità dell’anima e della possibilità di una vita dello spirito al di
fuori della materia. Ci sono voluti molti secoli per arrivare a questo: in
realtà, è solo con la filosofia greca ( specie con Platone ) che è stata
concepita l’opposizione tra materia e pensiero. Senza dubbio, gli uomini
avevano da lungo tempo immaginato che l’uomo continuasse a vivere dopo la morte
sotto forma di anima, ma supponevano che quest’anima fosse una specie di corpo
trasparente e leggero, e non un pensiero puro. Parimenti, essi credevano a
degli dèi, esseri più potenti degli uomini, ma li immaginavano sotto forma di
uomini o di animali, con corpi materiali. Solo più tardi anime e dèi ( poi il
Dio unico che ha preso il posto degli dèi ) furono concepiti come puri spiriti.
Si giunge allora all’idea che ci sono nella realtà degli spiriti che hanno una
vita speciale indipendente da quella dei corpi, e che non hanno bisogno dei
corpi per esistere. La questione fu posta, in seguito, in termini più chiari,
nella religione: il mondo è stato creato da Dio o esiste dall’eternità? I
sostenitori della prima tesi formano il campo dell’idealismo, quelli della
seconda, il campo del materialismo. In principio , queste due espressioni,
idealismo e materialismo, non significano che questo. L’idealismo e il
materialismo sono dunque due risposte opposte e contraddittorie al problema
fondamentale della filosofia. Per quest’ultimo possiamo trovare un’altra
formulazione, e cioè: perché l’uomo pensa? Ci sono due risposte: L’uomo pensa
perché ha un’anima. La seconda risposta: L’uomo pensa perché ha un cervello.
Secondo la risposta che noi scegliamo, saremo costretti a dare delle soluzioni
differenti ai problemi che ne derivano. Possiamo intanto dire subito che delle
due risposte, solo la seconda è una risposta scientifica.
(Riassunto da Principi elementari di filosofia, Il
calendario del popolo, 1949)
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CONFINE
Parla a lungo con me la mia compagna
di cose tristi, gravi, che sul cuore
pesano come una pietra; viluppo
di mali inestricabile, che alcuna
mano, e la mia, non può sciogliere,
Un passero
della casa di faccia sulla gronda
posa un attimo, al sol brilla, ritorna
al cielo azzurro che gli è soprannaturale
O lui
tra i beati beato! Ha l’ali, ignora
la mia pena segreta, il mio dolore
d’uomo giunto a un confine: alla certezza
di non poter soccorrere chi s’ama.
-Umberto Saba-
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Quaedam iura non scripta, sed omnibus scriptis certiora
sunt.
-SENECA-
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