IGNOTO

giovedì, 1 aprile 2010

IGNOTO

Cara mamma, non mi sarei mai pensato di doverti ancora questo dispiacere, ma è il destino. Saluto te per l’ultima volta, cugini, padroni, madrina e R. Saluta pure la mamma di… dicendole che vado con piacere a trovare suo figlio. Per mio volere, sai come devi comportarti con quello che già ti diedi: tu devi ricevere questo colpo con la massima serenità: come pure io ricevo la morte con serenità e orgoglio, per non aver mai fatto male a nessuno, di nessuna specie. Nella tua mi dicevi che Iddio aiuta i giusti; io sono stato giusto e sono aiutato a ricevere questa morte che non mi spetta (pazienza). Vengo fucilato questa mattina, e sono contento perché in Italia verrà la distruzione: così io sarò già a posto e non avrò più da vedere queste cose che verranno troppo brutte. Ricevi con serenità e forza queste cose perché tu devi ancora vivere a lungo ad io ti guarderò dal cielo. Fammi trasportare nel cimitero di B. (questa è la mia ultima volontà). Ricevi dal mio grande affetto forti abbracci e caldi baci. Paradiso, I° posto 2 aprile 1944.

-Dal giornale clandestino Il Partigiano Alpino, agosto 1944-

 

LA COMUNE DI PARIGI

Parigi è divorata da un mare di fuoco,
nere torce nel cielo crepitano le torri,
sotto lingue di fiamma le vedi inclinare
e grida e fragori di guerra
fendono l’aria che avvampa. Il secolo,
questo cadavere, ha per tomba Parigi.
Ecco, ai crocicchi che l’incendio rischiara,
oltre le barricate di selciato divelto,
con armi che danno bagliori e berretto frigio,
ecco all’assalto si lancia la plebe proletaria
e all’intorno rintrona
rauca una voce di campana a stormo.
Ed ecco all’armi, dentro l’aria rossa,
vedi anche le donne mettere mano,
pallide come di marmo, dure in volto,
sparsi i neri capelli sulle spalle
e sui seni, e amore e odio
in fondo agli occhi oscuri e disperati.
Combatti, combatti anche tu, ragazza
dalla chioma selvaggia. Ogni figlio traviato
oggi è un eroe. Il palpito della bandiera rossa
su cui giustizia sventola
riscatta la tua vita di peccato:
non tua, non tua è la colpa, ma di chi t’ha venduta!
-MIHAIL EMINESCU-

 Vedi: IGNOTO (RENZO)



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