CARA KITTY

giovedì, 4 febbraio 2010

CARA KITTY

Questa mattina sono stata di nuovo disturbata da diverse cose e quindi non sono riuscita a concludere niente. Abbiamo una nuova occupazione, e cioè riempire sacchetti di sugo d’arrosto (in polvere). Questo sugo è prodotto dalla Gies & Co. Il signor Kugler non riesce a trovare nessuno che gli faccia questo lavoro e se lo facciamo noi costa anche molto meno. E’ uno di quei lavori che anche i carcerati vengono costretti a svolgere, è stranamente noioso e ti fa girare la testa e ridere. Fuori è tremendo. Giorno e notte quella povera gente viene portata via con uno zaino soltanto e un po’ di denaro che comunque gli vengono poi rubati durante il tragitto. Le famiglie sono divise, uomini, donne e bambini vengono separati. Ci sono bambini che tornando da scuola non trovano più i genitori, donne che fanno la spesa e, quando tornano, trovano la casa sigillata e la famiglia scomparsa. Anche i cristiani olandesi cominciano ad avere paura, i loro figli vengono mandati in Germania. Tutti hanno paura. Ogni notte sopra i Paese Bassi passano centinaia di aerei che raggiungono le città tedesche e rivoltano la terra con le loro bombe e ogni ora in Russia e in Africa cadono centinaia, addirittura migliaia di persone. Nessuno riesce a tenersi fuori. Tutta la Terra è in guerra, e anche se gli Alleati se la cavano già meglio non si vede ancora una fine. E noi stiamo bene, sì, meglio di milioni di altre persone. Siamo qui al sicuro, tranquilli, e, per così dire, ci mangiamo i nostri soldi. Siamo così egoisti che parliamo di un dopoguerra, desideriamo vestiti e scarpe nuovi, mentre in realtà dovremmo risparmiare fino all’ultimo centesimo così dopo la guerra potremmo aiutare gli altri e salvare il salvabile. I bambini escono in maglietta con gli zoccoli ai piedi, senza cappotto, senza berretto, senza calze, nessuno che li aiuti. Non hanno niente in pancia ma masticano una rapa, lasciano la casa fredda per uscire sulla strada fredda e arrivare in una classe ancora più fredda. Sì, anche in Olanda siamo ormai a questo punto, che per strada tanti bambini fermano i passanti e chiedono un pezzo di pane. Potrei parlare per ore di seguito delle miserie che la guerra porta con sé, ma mi renderei ancora più triste. Non ci resta che aspettare la fine di questo supplizio più tranquilli che possiamo. Tanto gli ebrei quanto i cristiani aspettano, tutta la Terra aspetta, e molti aspettano la morte. Tua Anna. Mercoledì 13 gennaio 1943.

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MAGGIOLATA DEI RAGAZZI
Le ragazze possono giocare
in un magnifico giardino
circondato da un graticcio d’oro.
I ragazzi stanno fuori
sbirciano con ardore
ed ognuno pensa: se io fossi lì dentro.
In questo giardino bello
non c’è altro che luce e splendore
ed ovunque regna la gioia.
Noi ragazzi dobbiamo aspettare
e non possiamo entrare,
finché non saremo adulti e giovani signori.
-HESSE-

VEDI

CRUDELTA'

 

 

 

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