LIBERALDEMOCRATICO
martedì, 19 gennaio 2010
LIBERALDEMOCRATICO
Non è così, compagni, che li vorremmo. Diretta, in veste di moderatore, da
Villy De Luca, abbiamo visto e ascoltato lunedì sera in tv la conferenza stampa
dell’on. Bettino Craxi, segretario del Psi. Ecco, Noi non pensiamo di essere
personalmente qualificati, soprattutto in questa sede, a esprimere un
approfondito giudizio politico sulle cose dette dall’on. Craxi in pronta risposta
alle domande rivoltegli, ma ci domandiamo se qualcuno, il quale non conoscesse
neppure di vista l’intervistato né ne avesse letto la qualifica, avrebbe potuto
capire dalle sue parole di trovarsi di fronte al capo di un grande partito
popolare, che dovrebbe, a parer nostro, onorarsi del titolo di partito di
classe. Notate che lunedì sera per la prima volta, in questa tornata di
tribune, De Luca ha potuto consentire tre giri di domande invece dei soliti
due: così l’interrogato ha avuto più tempo per dire ciò che del resto, secondo
noi, avrebbe dovuto premettere o far capire fin dal principio. Eppure, in
un’ora di botte e risposte, l’on. Craxi non ha mai pronunciato le parole
lavoratore, operaio, emigrato, disoccupato, giovane, pensionato, donna
lavoratrice, licenziata o licenziato, piccoli ceti sacrificati, impiegati,
insegnanti, sottopagati e sfruttati. Avremo torto noi, forse è così; ma lunedì
sera ci domandavamo ogni tanto con stupore: Ma quello lì, che socialista è ?
Non diciamo poi della Liberazione e della Resistenza.
L’on. Craxi, guarda caso, parlava proprio il 2 giugno, 34° anniversario
della repubblica.
Il presidente Pertini la mattina era salito solennemente all’altare della
patria e aveva indirizzato un messaggio alle Forze armate. Ebbene, l’on. Craxi
non ha dedicato un solo cenno, neppure fuggevole, all’evento; e sì che è il
segretario di un partito che alla Resistenza, alla Liberazione e alla
repubblica, sorta da entrambe, ha saputo dare in prima fila passione e sangue.
Ma a noi pareva di ascoltare e di vedere un buon liberaldemocratico che,
pensando a certe cose, dice tra sé: Tutte storie, parliamo d’altro, perché
queste, per certuni, non sono mai state o non sono più cose concrete. Ripetiamo
che forse avremo torto. Ma che volete, compagni, non è così che noi concepiamo
i socialisti.
-FORTEBRACCIO- 4 giugno 1979 -tratto parte da: Facce da schiaffi, BUR
rizzoli, 2009-
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