ATTILIO

giovedì, 7 gennaio 2010

ATTILIO

Miei cari, nelle mie ultime ore è più vivo che mai il mio affetto per voi e voglio dedicarvi queste ultime righe.

Il nostro comune nemico vuol fare di me solo un triste ricordo per voi, per tutti coloro che mi conoscono e mi vogliono bene.

Mi hanno condannato a morte, mi vogliono uccidere.

Anche nelle mie ultime ore non sono venuto a meno nella mia idea, anzi è più forte e voglio che anche voi siate forti nella sventura che il destino ci ha riservato.

Datevi coraggio, sopportate con serenità tutto ciò sperando che un giorno vi siano ricompensate le vostre sofferenze.

Muoio, ma vorrei che la mia vita non fosse sprecata inutilmente, vorrei che la grande lotta per la quale muoio avesse un giorno il suo evento.

Termino per sempre salutandovi e chiedendovi perdono di tutto ciò che ha potuto rattristarvi.

Addio papà, mamma, Ines, Anita, salutatemi Elio il giorno che lui potrà ritornare. Addio per sempre.

ATTILIO, 19 anni – Partigiano – gennaio 1945 -

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PASSO DELLA FUTA – 10 AGOSTO 2007
Cammino raccolto
nel cimitero
terribilmente immenso.
Da nemici viventi
nelle vostre tombe
vi considero fratelli.
Ma quanta umanità
trucidata inerme
atrocemente sofferente.
Ma quanto grano
olio e riso
gettati nel fango.
Ma quante opere
ridotte a macerie
sulla terra affogata dal sangue.
Dell’esercito possente
foste soldati
implacabili.
Implacabili destini
di morti
anche voi ammazzati.
Uccisi da fratelli
e compagni salvatori
di nuova avvenuta vita.
Spero che qui
sepolti solo corpi
resti e solo resti di corpi.
Gli spiriti
sereni ritornati
da dove i corpi vennero.
La terra della Futa
non perdona
non odia.
Con pietà
custodisce le spoglie
silente ricorda.
-Renzo Mazzetti-
ToscanAutori Antologia, IBISKOS EDITRICE RISOLO, 2008.


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