ARISTOI

venerdì, 1 gennaio 2010

ARISTOI

Chi sono i migliori? Chi può essere così definito perchè rappresenta nell'attualità qualcosa di avvenire? Se, prima della venuta di Cristo, i ben nati con i loro capi delle grandi famiglie imponevano i voleri nelle parvenze del governare senza il monarca, l'ingessato moderno mima l'imperatore amato dal popolo... smette di filosofeggiare, mi guarda dritto negli occhi... ma, davvero ti ricordi: l'hanno portato a Volterra? Per le sue origini e per l'epoca, avere dei genitori che ti mandavano a scuola era una bella fortuna; giungere al Liceo un miracolo di enormi sacrifici. Ma, davvero - ripete - ti ricordi: l'hanno portato a Volterra? Sì, è un ricordo di quando ero bambino, sì, mi ricordo che quando vedemmo l'ambulanza davanti alla tua casa, le donne dicevano: lo portano a Volterra, al manicomio. Davvero? Davvero. Allora... allora... - si mette a cantare - abbiamo un bel portiere, che vale due milioni e due terzini che ne valgon tre! Poi di me han tutti paura, dell'attacco non se ne parli, ha il diavolo nei panni... oh... Signore... nascosto tra i mistici veli, il val d' Arno adorando s'inchina a San Romano, l'antica collina, esultando si elevano a Te... all'improvviso rimane con la bocca aperta e lo sguardo perso nel vuoto mentre cheto entra nella sua camera e chiude la porta.

PAROLE IN CERCA DI PREGHIERA
Vedere senza credere è finire
il sole all'occhio che non vede più
ed aspettarlo mentre splende, udire
il tonfo di laggiù.
Laggiù, dicono i morti, dice il vento,
tutto è finito, ramano le spoglie
della tua croce, e tu non sei contento
ch'io resti sulle soglie.
Entrare nel tuo caldo è la parola
che ci precede e che ci svela? O il duro
silenzio dove sola
l'anima è intenta a chiudere il suo muro?
Ad ascoltare l'ultima, la chiara
consonante letizia della terra,
io tento la preghiera quale impara
allo stremo di sé, della sua guerra,
chi non ha pace e chiede all'uomo il gelo
della tua morte ed a morirne prova.
Immaginosa, la pietà non trova
come pensarti se precedi il cielo.
Incredibile povero d'ingegno,
al freddo più del freddo i piedi avvinti,
nel tuo morire per certezza è il segno
che sui tuoi rami già di luce estinti,
alle tue braccia d'orizzonte, muore
la storia e il tempo se la grazia chiama.
Uguale figlio e padre, uguale amore,
non basta amarti o accendere alla rama
del tuo supplizio questa fiamma buia.
Tu sei facile, verde, l'alleluja.
-Alfonso Gatto-


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