APUD INFEROS
lunedì, 2 novembre 2009
APUD INFEROS
Morti, tanti, troppi morti, morti onesti, morti, lavoratori ammazzati dal potere, popolo innocente cacciato con violenza sanguinaria nel regno dei morti; difesero la democrazia e la libertà contro i tentativi autoritari di democristiani e fascisti, manifestando nelle piazze e pagando un tributo di sangue altissimo con decine di morti e centinaia di feriti.
PER I MORTI DI REGGIO EMILIACompagno cittadino, fratello proletario, compagno partigianoteniamoci per mano in questi giorni tristi.Di nuovo a Reggio Emilia, di nuovo la’ in Siciliason morti dei compagni per mano dei fascisti.Son morti sui vent’anni per il nostro domani,son morti come vecchi partigiani.Di nuovo come un tempo sopra l’Italia interasoffia il vento e urla la bufera.A diciannove anni è morto Ovidio Franchiper quelli che sono stanchi o sono ancora incerti.Lauro farioli è morto per riparare al tortodi chi s’è già scordato di Duccio Galimberti.Son morti sui vent’anni per il nostro domanison morti come vecchi partigiani.Marino Serri è morto, è morto Afro Tondellima gli occhi dei fratelli si son tenuti asciutti.Compagni sia ben chiaro che questo sangue amaroversato a Reggio Emilia è sangue di noi tutti.Sangue del nostro sangue, nervi dei nostri nervicome fu quello dei Fratelli Cervi.Il solo vero amico che abbiamo al fianco adessoè sempre quello stesso che fu con noi in montagnaed il nemico attuale è sempre ancora egualea quel che combattemmo sui nostri monti e in Spagna.Uguale la canzone che abbiamo da cantare:Scarpe rotte eppur bisogna andare.Compagno Ovidio Franchi, compagno Alfio Tondellie voi Marino Serri, Reverberi e Fariolidovremo tutti quanti aver d’ora in avantivoialtri al nostro fianco per non sentirci soli.Morti di Reggio Emilia uscite dalla fossafuori a cantar con noi Bandiera Rossa!- FAUSTO AMODEI, CANTACRONACHE, 1960 -
Le maledizioni
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già la vostra consolazione.
Guai a voi che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi che ora ridete,
perché sarete afflitti e piangerete.
Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.
Amate i vostri nemici
Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da’ a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. LUCA 6,34.
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