IDEOLOGIE

giovedì, 12 novembre 2009

IDEOLOGIE


BICEFALO



VUOTO O CON IL CERVELLO?   E … IL CUORE?

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Ideologia è un termine introdotto da Destutt de Tracy Projet d’élémenyes d’idéologie, 1801 ) per indicare – l’analisi delle sensazioni e delle idee -, secondo il modello di Condillac. Una sintesi su: Etienne Bonnot de Condillac – filosofo francese del 1700 – eminente rappresentante della scuola degli ideologi, seminarista a Parigi e poi sacerdote; fondamento della sua filosofia è una premessa di ordine metodologico: le operazioni percettive, non meno di quelle intellettuali, sono strutturate secondo principi analitici, riducibili alla decomposizione e ricomposizione dell’oggetto; l’oggetto di ogni operazione intellettuale è un’idea – scomponibile nelle idee semplici che la compongono e ricostruibile secondo la sua articolazione interna determinata dai rapporti tra le idee semplici – e siccome la causa di tutte le idee è l’esperienza, in base al principio dell’analisi è possibile ricostruire la genesi completa delle operazioni intellettuali, muovendo dalla sensazione; il filosofo immagina, una statua esteriormente insensibile ( tranne il senso dell’odorato ) e interiormente identica all’uomo, alla quale si avvicini una rosa; dopo essersi identificata con il profumo della rosa, la statua procederà a distinguersene ( attenzione ), a ricordarsene ( memoria ) e così via, fino all’acquisizione di tutte le principali facoltà. Si tratta però ancora e soltanto di una conoscenza sensibile e non concettuale. Per trovare la genesi di quest’ultima basterà immaginare la stessa statua provvista unicamente del senso del tatto: nel contatto con gli oggetti esterni, la statua distinguerà la sensazione di sé da quella del mondo esterno e di esso si formerà un’ “ idea “ distinta dal “ sentimento “ della modificazione interna. Tale è la genesi delle operazioni mentali che il filosofo chiama ideologia; Condillac s’interessò anche di economia aderendo alle teorie fisiocratichee formulando una teoria del valore fondata sull’utilità. *Fisiocrazia: fede nell’esistenza di leggi create dalla natura; il compito di convertire l’ordine naturale, come categoria astratta, in ordine positivo, cioè in un insieme d’ istituzioni atte a garantire la prosperità delle società da parte del principe, illuminato e consigliato dagli economisti. Per i fisiocratici la realizzazione dell’ordine naturale implicava necessariamente la proprietà privata e la libertà. L’individuo doveva essere libero di perseguire i propri interessi, cioè le proprie tendenze naturali pur nel rispetto degli interessi altrui: solo così si sarebbe conseguito l’interesse della collettività. Nel tentare di sistemare scientificamente e organicamente i fenomeni economici fu pensato di trasferire il potere di creare ricchezza dal commercio alla produzione, intendendo però per produzione solo quella agricola; industria e commercio furono considerati settori sterili. Nell’analisi delle sensazioni e delle idee con il modello di Condillac venivano escluse l’indagine psicologica e quella metafisica, mentre l’attività del pensiero umano era ridotta alla pura sensibilità.

Nel significato moderno l’ideologia diviene una nozione fondamentale di MARX : significa falsa coscienza, vale a dire un tipo di conoscenza e di rappresentazione della realtà il quale, essendo condizionato dalla situazione particolare soprattutto economica, ma anche sociale e ambientale – dei gruppi o degli individui che ne erano portatori, non riusciva a pervenire a un’immagine vera, scientificamente fondata e attendibile, della realtà. In particolare secondo Marx ideologico doveva venire considerato il pensiero borghese, il quale – costituendo l’espressione intellettuale di una classe ormai prossima all’esaurimento del suo compito storico – non poteva non costruirsi un’immagine falsa, di comodo, del mondo e dei problemi sociali. Il termine assume così una connotazione sociologica e politica: da tale punto di vista il concetto è stato approfondito da PARETO che distingue tra scienza e ideologia, specificando che: scienza è nel campo del ragionamento e dell’osservazione; ideologia nel campo del sentimento e della fede con la funzione di persuadere e di dirigere l’azione. Prima di continuare il ragionamento è opportuno fare ulteriori riflessioni sul significato di ideologia: il complesso sistematico di concetti o principi posti alla base di un atteggiamento politico o culturale; sistema d’idee che costituisce la base di un movimento o di un partito politico; l’insieme delle credenze e dei valori di una classe sociale, di un partito politico; in filosofia: visione del mondo. Ebbene ora è chiarissimo perchè tanti sono impegnati a dare per morte le ideologie e, attenzione-attenzione, legando la fine delle ideologie al fallimento dei sistemi del tipo di un“ socialismo “ cosiddetto realizzato e del famoso crollo del muro di Berlino nell’anno 1989. Come mai tutto ciò? E’ lampante l’artificio politico strumentale, a senso unico, non oggettivo.

INVECE  il  pensiero  di  Marx  è  attualissimo!

Oggi viviamo nella falsità, nella metafora della libertà, della democrazia. Si vuol far credere che le ideologie sono morte ma nella realtà vi è una ideologia che continua a spadroneggiare ed’ è quella del sistema mercato, delle privatizzazioni, del trasformare l’Italia da Nazione e Patria in Società per Azioni, criminalizzando quelle ideologie, quelle idee, quegli ideali, quelle fedi che sono contrarie alle ideologie ben vive, presenti, praticate e vincenti del capitalismo. Con le elezioni e con le “ primarie “ ci illudiamo di assolvere a pratiche democratiche ma sono solo atti formalmente di facciata. Siamo in una Repubblica democratica ma, nella realtà reale siamo in una monarchia che cerca di togliere al popolo tutti i diritti, tutti i desideri. Gli appartenenti alla casta, politicamente cortigiani di razza dannata, giunti dalle più disparate diverse provenienze culturali-sociali-politiche, sono concordi nel predicare in un grande coro la pacatezza, la “ pace ” cultural-social-politica per eliminare totalmente e finalmente qualsiasi ideologia, idea e fede contraria alla loro mentalità per continuare così negli sporchi privilegi, perpetuare le ingiustizie e le disuguaglianze, ridurre completamente a sudditi, senza neppure la speranza di cambiare la società, i cittadini. La falsa coscienza impera, ma l’occhio umano non sarà abbagliato dall’aurea metafora, la realtà è ogni-presente e quotidianamente ammonisce di non portare il cervello all’ammasso!

AVEVA UN DESIDERIO
Aveva un desiderio
per capello.
Aveva desideri lunghi
morbidi
biondi
spettinati,
lucenti desideri.
Ma poi glieli tagliarono:
lo tosarono
a zero.
Con la sua testa lucida
pelata
lui non desiderava
non voleva più niente:
persino l’aria fresca
che respirava
gli era indifferente.
Camminava soltanto
per le strade in discesa.
Non parlava alla gente
restava zitto e solo.
Ma piano
lentamente
uno, tre, dieci, cento
dalla testa pelata
spuntarono i capelli
e crebbero, e crescendo
vennero i desideri
prima piccoli, timidi,
leggeri
poi più forti
più lunghi
resistenti.
E dopo qualche mese
n’ebbe la testa piena:
li bagnava la pioggia
li asciugava il sole
li pettinava il vento.
-Roberto Piumini-



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