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RARO

sabato, 10 dicembre 2011 RARO   In Europa occidentale e in America il parlamento è diventato particolarmente odioso ai rivoluzionari avanzati della classe operaia. Questo è incontestabile. Ed è anche ben comprensibile, perché è difficile immaginare una cosa più ignobile, perfida e pusillamine del contegno della stragrande maggioranza dei deputati socialisti e socialdemocratici durante e dopo la guerra. Tuttavia, sarebbe non tanto irragionevole, quanto addirittura criminale cedere a un tale sentimento nel determinare in che modo si debba lottare contro questo male riconosciuto da tutti. In molti paesi europei occidentali lo spirito rivoluzionario è oggi, per così dire, una novità o una rarità attesa troppo a lungo, invano e con impazienza, ed è forse per questo motivo che si cede così facilmente al sentimento. Beninteso, se le masse non sono animate di spirito rivoluzionario, se non vi sono le condizioni che favoriscano lo sviluppo di questo spirito rivoluzionario, la tattica ...

DARIO

  venerdì, 9 dicembre 2011 DARIO   Dimmi o supremo sapiente, (aveva chiesto Dario al capo dei sacerdoti, che erano anche gli scienziati e i banchieri dell’epoca), che cosa potrebbe minacciare il mio impero, quali popoli rimangono da soggiogare, quali ricchezze da conquistare perché il mio potere sia per sempre come quello degli dei? Il capo dei sacerdoti gli rispose che gli Sciti compiono continue scorrerie mettendo a repentaglio il suo prestigio. Ma, una volta soggiogati, renderebbero invincibile la sua cavalleria con i loro stupendi cavalli con gli arcieri infallibili. Poi è notorio che i loro capi vengano sepolti in ricchi tumuli imbottiti d’oro e che questo metallo di cui essi non conoscono l’enorme potere, sia molto abbondante sui monti delle loro terre. Perciò Dario eseguì un feroce rastrellamento però la guerriglia degli Sciti porta all’esasperazione il grande esercito e Dario stesso non sa più quello che bisogna fare per avere ragione di un nemico invisibile che ...

TIGRE

giovedì, 8 dicembre 2011 TIGRE Carissimi genitori, perdonatemi quello che vi ho fatto. Muoio contento. Saluti a zio e tutta famiglia e tutti vicini, famiglia Alfredo. Senza piangere muoio e mi levo la maglia. ( Quinto Persico -Tigre- di anni 19, partigiano fucilato nel marzo 1945, Genova). S A L U T O A voi che lavorate sulla terra bianchi di neve azzurri di miniera, s’alzi la vela d’ogni nome aperto a chiamare le cose, il mare in fiore nella parola che gli nasce nuova. Ai cuori stanchi di mentire, al gioco delle vecchie parole ove s’oscura anche la luce delle lontananze, alle guerre, agli imperi, sciolga il vento i suoi roghi d’azzurro perché l’alba torni a spuntare illesa dalle spiagge nuove d’un mondo che non ha confini. -Alfonso   Gatto-  [ Cerca: ALBERTO ]

PROVERBIO

  mercoledì, 7 dicembre 2011 PROVERBIO   Buon re, tu dimostri quanto è vero il proverbio: quando il favore del Cielo ti lascia ti trovi esposto al sole cocente. Sorgi, faro di questo basso mondo, così che col confronto dei tuoi raggi io possa leggere questa lettera. Quasi nessuno vede più mira tranne. So che l’ha inviata Cordelia la quale ha ricevuto fortunosamente notizia del mio travestimento e troverà tempo in questa situazione abnorme, di cercare di rimediare alle perdite. Occhi miei stanchi e troppo a lungo insonni, cogliete l’occasione di non vedere più questa mia residenza ignominiosa. Buonanotte, fortuna; torna ancora a sorridere; gira la ruota.   Mio signore, quando, appena arrivato presso di loro, stavo consegnando le lettere di Vostra Altezza, prima ancora che levassi il ginocchio dal luogo ove, secondo il mio dovere, m’ero inchinato per porgerle, ecco che arriva un corriere inzuppato di sudore, fetente, senza fiato, che si mette a gracchiare convenev...

CAIO

  martedì, 6 dicembre 2011 CAIO   Oratore del Senato e dei superbi ricchi malvagi che si nominano grandi, vuoi tu risposta? Io te la dò e breve. Di Patria ti odo ragionare. Non chiedo se ne hai almeno una e se la meriti, quando per te il Senato è tutto, il popolo nulla. Bene ti dico che la mia Patria è quella che nel popolo sta. Piace agli dèi del Senato la causa? A Gracco piace la causa della plebe. E vuoi saperne il perché? Perché il fasto, l’alterezza, l’ira, la gola, l’avarizia, e tutta la falange dei vizi e delle colpe è vostra tutta quanta; e star non può la libertà, la pubblica salute con sì vile compagnia. Ma non voglio ora perdere tempo e parole. Tu sei grande, tu sei vero patrizio, e non m’intendi, non vantarmi i Camilli ed i Fabrizi; imitali piuttosto, e mi vedrai caderti al piè per adorarli. Quanto alle mie leggi che tu inique appelli, tu senatore, tu console, tu parte, giudice acconcio non ne sei. (Mediazione su: Caio Gracco di Vincenzo Monti).   L ...

DICIBILE

lunedì, 5 dicembre 2011 DICIBILE Il dare un nome ai gatti è impresa difficile, Non un gioco dei tanti che fate nei giorni di festa. Dite pure che son pazzo da legare Ma vi assicuro che un gatto deve avere TRE NOMI DIVERSI. Anzitutto c’è il nome che la famiglia usa ogni giorno, Come Pietro, Augusto, Alonzo o Giacomo, Come Vittorio o Gionata, Giorgio o Bill Baily, Tutti nomi sensati da usare ogni giorno. Se vi suonano meglio, ci sono nomi più fantasiosi, Alcuni per i signori, altri per le dame, Come Platone, Admeto, Elettra e Demetrio, Sempre nomi sensati da usare ogni giorno. Ma io vi dico che un gatto deve avere un nome tutto suo, Un nome caratteristico e più dignitoso: Come potrebbe altrimenti tener ritta la cosa O sfoggiare i suoi baffi o nutrire il suo orgoglio? Di nomi siffatti posso offrirvene a iosa, Come Munkustrap, Quaxo o Coricopat, Come Bombalurina o Jellylorum, Nomi che non possono appartenere a più d’un gatto per volta. Ma oltre a questi c’è ancora un nome che manca, Ed...

INNO

  domenica, 4 dicembre 2011 INNO   Il mattino preme, il dormiveglia si è fatto giorno pieno; dobbiamo separarci. Se ci rincontreremo in qualche memoria tramontata, parleremo insieme e intonerete un canto più profondo. E se le nostre mani si stringeranno in altri sogni, costruiremo un’altra torre nel cielo. Così dicendo, fece un segno ai marinai, ed essi tolsero le àncore, staccarono gli ormeggi, e la nave salpò verso l’Oriente. E un urlo levatosi dal popolo, come da un cuore solo, ferì l’oscurità, e fu ghermito dal mare in uno squillo di tromba. Solo Almìtra restò silenziosa a fissare la nave, finché non svanì, ripetendo nel cuore le parole: ”Un attimo: una breve calma di vento, e un’altra donna mi partorirà”. (Meditazione su Il profeta di Gibran Hahlil Gibran).   I N N O     D E I     L A V O R A T O R I     D E L     M A R E   Lavoratori del mar s’intoni   l’inno che il mare con noi ...