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FILOSOFIA

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venerdì, 7 ottobre 2011 FILOSOFIA O ignoranza attiva? La parola filosofia, secondo alcuni risale a Pitagora, il quale definisce il filosofo colui che cerca la verità disinteressatamente. Platone, assieme al carattere disinteressato della ricerca filosofica, mette in luce anche la sua criticità perché il filosofo a differenza di altri deve poter dar ragione di ciò che fa a nessun oggetto o attività; egli può prendere in considerazione senza saper rendere conto della loro natura a se stesso e agli altri. L'essenza della filosofia significa, in estrema sintesi: amore della sapienza. La filosofia è l'aspirazione alla conoscenza; in particolare è l'uso del sapere a vantaggio dell'uomo. La filosofia è la scienza che tratta dell'essenza, proprietà, cause ed effetti delle cose della natura; è quella disciplina che ha per oggetto il complesso delle dottrine dei vari filosofi attraverso i secoli. La filosofia è la ricerca disinteressata, è tutta la conoscenza nel senso più...

JULIETTE

giovedì, 6 ottobre 2011 JULIETTE   Mio piccolo amore, mio caro, addio mio piccino, tua madre sarà fucilata con tuo papà, Fernand, il papà di Mireille ed altri, fra un’ora e mezzo. Sono le dieci del mattino, fra poco la tua mammina sarà morta, pensando ancora una volta al suo piccolo bambino. Ti ho voluto tanto bene, mio piccolo caro! Mi auguro che tu divenga un uomo coraggioso, franco, leale, generoso: che tu ami il tuo paese ed il popolo come li ho amati io. Ama Rose, che tanto ha fatto per te, Jacques e Albert. Ama la tua povera nonnina che sffrirà tanto tanto. Non abbandonarla mai, non dimenticare tuo padre e come ti ha voluto bene. Addio, mio piccolo caro: abbraccio con il pensioro, un’ultima volta, le tue guancettine che tanto mi piacevano. Ho del coraggio, non avere paura di nulla, ti voglio bene, la tua mamma, Huguette. (Huguette Prunier (Juliette), di anni 30, dattilografa, fucilata nell’agosto 1944, Parigi). F R A T E L L A N Z A Chi di noi due inganno se fratello ti...

CONSIDERAZIONI

  mercoledì, 5 ottobre 2011 CONSIDERAZIONI     Chi dà consigli ad un malato, che segue un regime di vita che non va bene per la salute, sicuramente ha come primo suo dovere quello di farglielo cambiare; dopo di che, se il malato gli dà retta, può anche continuare a dargli i suggerimenti opportuni, ma se questi è riluttante io sono del parere che sarà un uomo giusto, oltre che buon medico, che eviterà di dargli consigli, mentre invece sarà non solo un debole, ma un inetto del mestiere, chi accetterà di farlo. Lo stesso vale per una città, alla cui testa vi sia un capo o molti non ha importanza; se da essa viene la richiesta di un consiglio per la sua utilità, nel mentre che la sua costituzione procede per la dritta via, è saggio darle il consiglio, visto che quello è il suo tenore di vita; ma a quella che si muove completamente al di fuori di una costituzione buona e corretta, e che non vuole saperne anche solo di seguirne le tracce, e addirittura esige che colui c...

BRILLANTI

  martedì, 4 ottobre 2011 BRILLANTI   In quella città tutto era strano, incomprensibile. Una folla di chiese alzava al cielo le cupole lucenti e policrome, ma le mura e i fumaioli degli opifici erano più alti dei campanili, ed i templi erano quasi sopraffatti dalle grevi facciate degli edifici industriali e si perdevano tra le reti cupe dei muri di pietra, come fiori fantastici fra la polvere e i rottami delle rovine. E quando le campane delle chiese chiamavano alla preghiera, le loro voci bronzine, strisciando sul ferro dei tetti, si perdevano fioche negli angusti labirinti, fra le case. Le case erano immense e spesso belle, le genti deformi e meschine. Dalla mattina alla sera gli uomini, come sorci grigi, correvano agitati per le vie strette e tortuose della città e con avidi sguardi cercavano, alcuni il pane, altri il divertimento, altri ancora, fermi al crocevia, spiavano ansiosi ed ostili che i deboli si piegassero rassegnati alla volontà dei forti.   Forti...

SERENO

lunedì, 3 ottobre 2011 SERENO Considera senza interruzione d’ogni genere: uomini che attendono a occupazioni di tutti i generi; uomini appartenenti a qualsiasi nazionalità; uomini già morti ormai; e potrai venire in giù sono a ………….. Ora volgiti a tutte le altre stirpi di viventi. Ebbene: dobbiamo inevitabilmente pure noi migrare verso quel luogo dove migrarono in numero così grande venerandi filosofi………; dove in numero così grande eroi nei tempi primi; in numero così grande successivamente condottieri e tiranni. Oltre a questi ……………… altri ingegni così acuti, magnanimi, attivi, furbi, arroganti, beffeggiatori proprio di questa vita a morte soggetta, una vita che dura un giorno. Devi pensare a proposito che tanti, da lungo tempo, sono distesi. E adesso questa condizione che cosa di male arreca a costoro? Che cosa di male dunque a chi nemmeno ha un nome? Una sola cosa ha molto valore: trascorrere la vita secondo verità e secondo giustizia, mostrandosi benigni anche ai menzogneri e a...

DESERTO

  domenica, 2 ottobre 2011 DESERTO   Il tempo passa, ad uno ad uno gli anni mi rapiscono tutti i miei beni, gli scherzi, gli amori, il gioco ed i banchetti; ed ora vogliono carpirmi i versi! Cosa vuoi che faccia? Del resto ognuno ha i propri gusti: a te piace una bella lirica, quest’altro si diletta dei giambi, un altro ancora dei sermoni di Bione e della satira: siamo tanto lontani uno dall’altro come tre commensali che domandano piatti diversi. Cosa dare, allora? Quello che tu non vuoi lo vuole l’altro, ciò che tu chiedi è inviso a tutti e due. Ma poi, pensi che a Roma io possa scrivere in mezzo a tanti affanni e a tanti guai? Chi mi vuole garante, chi, lasciata ogni mia cura, che ascolti i suoi scritti, e dimorano uno al Quirinale, l’altro all’estremità dell’Aventino: guarda un po’ tu che comode distanze! Ma lo sono le strade, mi rispondi: chi t’impedisce, andando, di pensare? Già: qui l’appaltatore affaccendato porta muli e facchini, là una macchina tira su travi o m...

NEQUIZIE

  sabato, 1 ottobre 2011 NEQUIZIE Se l’uomo perde l’amore degli altri da cui dipende, ci rimette anche la protezione contro molti pericoli e soprattutto si espone al rischio che la persona più forte mostri la sua superiorità punendolo. Pertanto il male è originariamente tutto ciò a causa di cui si è minacciati della perdita d’amore; bisogna evitarlo, per timore di tale perdita. Perciò conta poco se si è già fatto il male o se soltanto si intenda farlo; in entrambi i casi il pericolo si presenta solo se l’autorità lo scopre, e in entrambi i casi essa si comporterebbe nello stesso modo. Questo stato d’animo si chiama cattiva coscienza, ma in verità il termine non è appropriato perché a questo stadio il senso di colpa è chiaramente solo paura della perdita d’amore, angoscia sociale… I fenomeni della coscienza morale si pongono allora su un gradino più alto; in fondo solo ora si dovrebbe parlare di coscienza morale e di sentimento di colpa. A questo punto vengono anche a cessare ...