SOCRATE E MARX BIS

SOCRATE E MARX BIS

[MARTEDI' 4 FEBBRAIO 2025 h. 18,28]

(Ricordo da un racconto di Rita)

Il XXI° Secolo arretrava nel 469 prima di Cristo? Socrate morì all'età di settant'anni condannato a morte per l'imputazione di corrompere i giovani e di non credere negli dei. Socrate era quello di discutere su tutto, e ogni argomento, anche il più modesto all'apparenza, era oggetto della sua attenzione. Socrate arguto, di una ironia sottile, usava la parola non per impressionare con la sua eloquenza ma come strumento per la ricerca della verità, e considerava il dialogo come il mezzo più efficace per l'educazione e la formazione delle persone. Di fronte al suo interlocutore, che con sicurezza gli parlava di cose belle, giuste, eccetera, Socrate dichiarava di non capire quello che gli si diceva, ed esigeva una definizione precisa ed esauriente, voleva cioè sapere che cosa è il bello, il giusto, eccetera. L'interlocutore era così costretto ad un esame più attento; la necessità di giustificare le sue affermazioni, le contraddizioni in cui cadeva, demolivano a poco a poco la sua superficiale sicurezza di prima; egli cominciava ad essere perplesso, dubbioso. Il dubbio, la consapevolezza di non sapere, il rigetto dei luoghi comuni, delle idee convenzionali, diventavano così il punto di partenza per la ricerca della verità, il presupposto indispensabile per un vero sapere. Attraverso questo metodo critico basato sul dialogo, Socrate affermava di estrarre la verità dal suo interlocutore, di fare cioè per le menti quello che sua madre, ostetrica, faceva per i corpi. Nel XXI° Secolo si perseguitavano i libri del sapere. Marx scriveva: “Gli economisti assomigliano ai teologi, i quali stabiliscono due sorta di religioni: ogni religione che non sia la loro è un'invenzione degli uomini, mentre la loro è un'emanazione di Dio”. I dominanti dell'epoca, ciechi fedeli del sistema economico reazionario, arrestavano coloro che studiavano Marx e distruggevano l'opera capolavoro dal titolo "Il capitale" (Critica dell'economia politica) perché analizzava e criticava l'economia capitalistica che distruggeva l'umano. Marx evidenziava la contraddizione nel sistema economico dominante, e scriveva: "Gli operai in quanto compratori della merce sono importanti per il mercato, ma in quanto sono venditori della loro merce -la forza lavoro- la società capitalistica ha la tendenza a costringerli al minimo prezzo". Per Marx "Il libero sviluppo di ciascuno è condizione per lo sviluppo di tutti". 

-Renzo Mazzetti- (Giovedì 16 Ottobre 2025 h. 08,59)



ZEROQUARANTADUE
Senza alcuna ragione ragionata
le braccia e le gambe
frenetiche si muovono precise
e le mani attente, veloci, lontane
si attaccano ai pezzi
innestandoli opportunamente.
In questo non vivere
nell'ammasso di ferro lavorato
di viti e rondelle e bulloni
e trapani e chiavi e motori
il cervello diventa piombato
tenta di fuggire la realtà
nella testa disturba.
Uomini e donne protagonisti
consapevoli della fatica alienante
assorbono grammo su grammo nocività
sopravvivono ai tempi di produzione
costruiscono utilità.
-Renzo Mazzetti- (1 Giugno 1977)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.




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