MADRE PADRONA

MADRE PADRONA

(Ricordo da un racconto di Vasco)

La nostra capa si era montata la testa: si credeva una patrona protettrice, sfilava sui tappeti di tutto il mondo come la brutta copia di una modella, con buffi, disadatti abiti, viso grintoso; stringeva mani e, ovviamente, riceveva i complimenti dai bruti suoi pari. Con: "i' fui de la città che nel Batista, mutò il primo padrone; ond'e' per questo sempre con l'arte sua la farà trista", ricordava il Dante che l'avrebbe messa sotto l'ultimo cerchio dell'Inferno. Ma la nostra capa si credeva infallibile, e per lei chi dissentiva era un terrorista, chi protestava era un nemico, chi faceva domande era un traditore. La nostra capa costruiva il regime oppressivo e definiva "terroriste" le democratiche opposizioni nel Parlamento e nelle piazze; e così uccideva la libertà, non faceva politica ma praticava la persecuzione e usava il potere per intimidire chi dissentiva. La nostra capa usava il becero linguaggio dei regimi, senza ascolto, che non sopporta il confronto, e provoca per usare la forza, e, difatti, usava la forza delle parole violente e scatenava i bastoni delle forze del disordine. La nostra capa era una despota, sosteneva addirittura i pirati che assaltarono la Global Sumud Flotilla, che sequestrarono c rinchiusero i volontari soccorritori umanitari nelle carceri israeliane chiamandoli "terroristi", terroristi come lei chiamava i democratici oppositori. I proletari studiosi di Dante Alighieri sulle loro bandiere avevano scritto: "La nostra patria è il mondo come per i pesci è il mare". Quelle parole, assieme a: "Palestina libera", garrivano sulle macerie della nostra barbarie detta civiltà occidentale.

-Renzo Mazzetti- (Martedì 14 Ottobre 2025 h.12,39)



CAPA CON CRIMINALI
(Ricordo da un racconto di Tirella)
La colomba, presa a simbolo dai movimenti per la pace,
ritornò con un ramoscello d'olivo, ma dalla nostra capa
fu accusata di terrorismo, e, perciò,
i coloni assassinarono tutte le colombe
e distrussero tutti gli olivi dei palestinesi.
Prima, il corvo,
da Noè mandato sulle acque del Diluvio universale,
non ritornò perché perse la ragione beccando carname.
Lo sciacallo andava urlando di notte
in grandi branchi in cerca di preda, ma, vigliacco,
assaliva soltanto gli animali piccoli.
Nel contempo la capa di corvi e di sciacalli nostrani
si recava in Egitto per ricevere il compenso
di complicità nel genocidio del popolo palestinese.
-Renzo Mazzetti- (Domenica 12 Ottobre 2025 h.08,36)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.






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