DA MERCE A CONSUMATORE
DA MERCE A CONSUMATORE
(Ricordo da un racconto di Pallino)
Karl Marx prese in esame il denaro e la merce. L'individuo che non aveva denaro per comprare la merce diventava merce egli stesso e metteva in vendita la propria forza-lavoro. Affinché il possessore della forza-lavoro la venda come merce, egli deve poterne disporre, quindi essere libero proprietario della propria capacità di lavoro, della propria persona. Egli si incontra sul mercato con il possessore del denaro e i due entrano in rapporto reciproco come possessori di merci, di pari diritti, distinti solo per essere l'uno compratore, l'altro venditore, persone dunque giuridicamente eguali. Oggi, invece, non siamo eguali, anzi siamo ancor più schiavi di chi detiene il capitale, perché il lavoratore singolo, ma anche la sua famiglia diventano di fatto proprietà di altre persone con la vendita della forza-lavoro aggravata dalla condizione di consumatore. Per avvalorare tutto ciò basti studiare "Il capitale (critica dell'economia politica)" Libro primo, Seconda sezione che analizza "Compera e vendita della forza-lavoro". Pensiamo all'automedicazione nociva. La pubblicità dei farmaci, medicinali tolti al controllo e prescrizione medica, che vengono trasformati in prodotto alimentare con la formula di "integratori". Integratori promossi con intensa pubblicità con vendita e personale acquisto senza ricetta, e, con tornaconto governativo, senza esenzione né aggravio sulle pubbliche casse. Tali prodotti detti "integratori", pubblicizzati come prodotti alimentari qualsiasi, creando dipendenza da ignoranza e senza l'assistenza della professione medica, indicano sintomi e non cause, inducono, con insistenza pubblicitaria e plagio, alla nociva o, quantomeno, inutile automedicazione. Insomma, non solo le sostanze stupefacenti, ma anche gli integratori, contribuivano a schiavizzare e sfruttare la persona trasformata da merce a consumatore, aumentando spese su spese di pubblico denaro per malattie non risolte e aggravate ulteriormente.
-Renzo Mazzetti- (Domenica 23 Marzo 2025 h.15,48)
(Ricordo da un racconto di Irina)
La questione non era l'alternanza al governo,
perché sarebbe stato solo uno sterile effetto.
Quel che contava veramente
era costruire l'alternativa al potere economico
basato sul sistema mercato concorrenza
e sul superamento dello Stato
con le privatizzazioni o liberalizzazioni ma,
pur sempre il criminale esproprio capitalistico
contro il potere democratico del popolo.
Quel tipo di sistema economico,
non soltanto depredava le ricchezze dello Stato
e cioè tutti, ma produceva debito pubblico che,
sempre più si gonfiava, schiavizzava il popolo
e toglieva indipendenza alla sovranità nazionale.
Le cose cominciarono davvero a cambiare in meglio
quando l'opinione pubblica cominciò a capire
che non si poteva essere soltanto consumatori,
inerti spugne da strizzare e disertori delle urne.
In sintesi:
In Italia fu avviato un tipo di sistema economico diverso
che operava per l'interesse generale,
perciò lo Stato si riprese il possesso e la gestione delle fabbriche vitali,
delle ricchezze naturali (aria, acqua, fonti energetiche, coste e montagne, ect.);
furono implementati i rapporti internazionali con le altre nazioni
per raggiungere il disarmo bilanciato e completo
con l'obiettivo di raggiungere la pace stabile universale tra tutti gli umani;
tutti i governanti di tutte le nazioni si unirono per programmare azioni concrete
e armonizzate per salvare il mondo con la manutenzione
e il ricupero dell'ambiente naturale
e la convivenza pacifica con gli animali.
-Renzo Mazzetti- (Mercoledì 5 Ottobre 2022 h.10,48)
categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.
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