RENZI NARCISO DELLA PIANTICELLA (RACCOLTA DI POESIE)

RENZI NARCISO DELLA PIANTICELLA (RACCOLTA DI POESIE)

-Renzo Mazzetti- (Lunedì 4 Novembre 2024 h.20,06)


NARCISO (da una leggenda dell'Ottocento e di più all'indietro)
Narciso,
è una pianticella amarillidacea;
ha foglie lunghe, largamente lineari,
porta un fiore di bianchezza cerea,
che ha la campana gialla listata di rosso
-fiore odorosissimo della stessa pianta-
Narciso,
figlio del fiume Cefiso e della ninfa Liriope.
S'invaghì di sua bellezza,
mentre specchiavasi in un fonte,
e fu tramutato in fiore.
I MATTEO GEMELLI
Il televisivo duello vespasiano
tra il Ciaba Ciabone fiorentino
e la Volpe della Padania Nordico Sceso
è stato un gioioso dopo non lavoro
con sorrisetti e colpetti in punta di petali.
Colpi vellutati e senza forti effetti
se non nelle loro intime emozioni,
di vicinanza, di sguardi, di mimi,
fra loro empatici, gentil ammirarsi,
con pudiche leccatine annusarsi.
Dopo, uno va in Piazza romana,
l'altro alla Leopolda fiorentina:
ambedue sul palco invasati narcisi,
coi loro vacui protagonismi gemelli,
lasciano sgomenti i tempi rovinati e persi.
-Renzo Mazzetti- (Ottobre 2019)
VIRUS BRUNETTA RENZI CASINI
(Ricordo da un racconto di Ariella)
La grande partita per la libertà democratica,
vittoriosa Guerra di Resistenza del popolo
e delle Forze armate italiane alleate agli altri Stati;
Stati Generali convocati da Conte
nel Casino romano durante il mortale virus mondiale 2020;
compattamente e ideologicamente uniti, determinati, unicamente pensanti,
diversamente liberi,
comunque saldi, fermi combattenti contro la terribile vecchia
decrepita dittatura moderna populista monarchia fascista,
trovò alleati imprevedibili nei Renzi e nei Casini,
tenuti d'occhio dai sempre demonicristiani;
l'Onorevole Brunetta distinto, a modo suo, all'epoca originale oppositore,
quale cervello eccelso libero pensante
se pur sempre sulla strada d'Arcore del grande maestro trombatore.
Il prodotto interno lordo (PIL) nell'internazionale
non fu più il metro di misura di benessere.
La felicità di vivere, l'adulto gusto intimo intenso
diventarono il giusto paragone universale;
la travolgente passione animale, il sublime rapimento.
Il fantastico disarmo e la pace con fraternità,
l'indice d'interesse supremo dell'intero popolo d'Europa.
L'inno alla gioia la colonna musicale del Continente unito.
- Renzo Mazzetti- (Domenica 21 Giugno 2020 h.11,26)
ABBONDANZE
Sognano i casini grandi bocconi
eccelse ministre sapute docenti
vecchi politici recuperati riciclati
giovani fin nella culla rottamati.
Moderni Erode nessun messia
rottamata è stata anche l'ideologia
il gioco dell'oca l'unica filosofia
perpetua lo strazio di chicchessia.
Chi non possiede deve sempre dare
anche al suo niente rinunciare
i lussi e i privilegi mantenere
sfacciate abbondanze ingrassare.
-Renzo Mazzetti- (Domenica 8 Luglio 2012)
SANSONETTI RENZI PALLINO
(Ricordo da un racconto di Irina)
Nell'attesa del treno se ne sentono dire tante e di tutti i colori.
Pallino (con in mano la Verità) dice che, a guardare bene,
in Pierino si vede Gastone cugino di Paperino nel ruolo di Narciso
curvato a rimirare la propria immagine; era all'Unità ed è scomparsa con il suo partito;
a Liberazione e anche quel giornale è sparito e Rifondazione non ha neppure un deputato;
non l'ha visto ma ha sentito dire che in televisione abbia detto cose abominevoli;
però ha sentito cos'ha detto il rottamato sulle foto fatte al terrorista in mezzo ai poliziotti
e della messa a rischio dell'identità... E' un bischero, dice una signora, e spiega:
solo qui da noi sono anonimi perché, da altre parti nelle manifestazioni di piazza,
sulla divisa portano un grande e ben visibile numero identificativo.
Uno che cambia dei sacchetti:
io li spedirei ai lavori forzati per bonificare la terra dei fuochi.
Un altro: messi a confronto,
anche un Pinco Pallino diventa il grande Sandro Curzi.
-Renzo Mazzetti- (Venerdì 18 Gennaio 2019 h.06,30)
RENZI DIVINO
(Ricordo da un racconto di Bicefalo)
(foto: Renzino)
Ho sbagliato.
Non è l'algida sobrietà che fa sognare un popolo,
bisogna dare un messaggio forte.
Siamo stati molto sui social e meno sul sociale?
Non sono d'accordo,
non siamo stati in grado di replicare alle falsità.
La legge sulla coalizione ha rimesso in piedi solo il centrodestra,
l'operazione di inseguire Pisapia è stato un errore.
Non vi dico che avrei voluto più affetto nei momenti più duri.
L'affetto da parte dei militanti c'è stato.
Mi sarei aspettato più solidarietà da parte del gruppo dirigente.
Io mi sono dimesso
e il giorno dopo c'è chi ha chiesto dimissioni vere.
Richiesta arrivata 
da gente che non si è mai dimessa neanche dalla bocciofila.
State segando l'albero sul quale siete seduti.
Continuate pure.
Ci rivedremo al congresso. Riperderete il congresso
e il giorno dopo ricomincerete a contestare chi ha vinto.
Adoro stare sui contenuti e ragionare,
so che non tutti sono capaci,
vi suggerisco di non cadere nelle provocazioni.
Quando hai il tuo governo e dici che il jobs act non va bene,
la buona scuola non va bene,
le misure sulle periferie non vanno bene
devi votare M5s non PD.
Non si può solo alimentare la divisione, chi contesta aiuta la destra.
Basta alle risse da cortile,
io nel mio piccolo farò la mia parte.
Se fai le primarie e chiami due milioni di persone
non è possibile che duecento
appartenenti ad una corrente metta tutto in discussione.
Scegliete una strada che volete io ci sono,
ma se il giorno dopo le elezioni si riparte daccapo
il problema non è quando si fa il congresso ma quando si chiude.
Non è possibile che una corrente di partito
indebolisce il leader per avere qualcosa in più.
O ce ne rendiamo conto o perderemo la possibilità di incidere.
La riscossa partirà se finiremo di prendercela con chi lavora affianco a noi.
Tutta la bottega si era fermata per ascoltare Ascanio
che leggeva sulla GAZZETTA DEL BARBIERE l'intervento del suo idolo.
Eligio, che di tutte quelle parole condivideva solo “riscossa”,
si mise a cantare “Bandiera Rossa”.
-Renzo Mazzetti- (Martedì 10 Luglio 2018 h.06,01)
IL GRANDE STREGONE
Via il sole via il libro aperto
via la falce via il martello
rottamatore primo fu Bettino.
Poi dalla televisione scese
Silvio il ricco cavaliere
sportivo e buontempone.
Ultimo fu Matteo capo partito
primo ministro e grande stregone
che tutti mise nel calderone.
-Renzo Mazzetti- (11 Giugno 2015)
GRAZIE RENZI
(Ricordo da un racconto di Therios)
A Roma, se ci saranno le Olimpiadi,
la carrozzella viaggerà, tranquillamente?
E in tutte le altre città, paesi e varie località?
Quanti livelli, quante classi ha la realtà?
Ascoltare ciò che dice un grande della pubblica ribalta
è una bassezza dai sapori di catena
che lo spirito personale diventa un ribelle.
E tu, grande bi-capo, mi appari l'antico bi e ro:
grido col quale i contadini romagnoli 
incitavano i due bovi, ro quel di dritta, più rosso,
bi quel di mancina, bianco.
Difatto sei dritto e mancino,
allo stesso tempo centro nel culto della tua personalità
che ai predecessori bi-capi, nel confronto all'americana,
cadrebbero i grandi attributi.
Ma, quel che vendi è il passato, il presente o il futuro?
Forse il nulla, immaginario?
Il sogno può essere il prodotto della meditazione,
ma il batter di dita sulla tastiera è la tua frutta,
chiudi o disconnetti, tua scoria che si elimina con l'arresta il sistema,
e i progetti, le azioni per i comuni viventi?
Quanta energia immortale sprigiona il lume pensante naturale di una piccola candela?
Certamente nell'artificiale non può navigare a lungo un rottame.
Nell'era della dittatura finanziaria e della metafora della democrazia
nessuno più partecipò alle “Primarie di Partito”:
ringraziando il bi-capo il novantadue per cento andò alle elezioni vere.
E tutti vissero felici e contenti
senza esperienza e senza privilegiata gratuita ricchezza.
-Renzo Mazzetti- (Giovedì 9 Giugno 2016 h.10,01)
CIELO PENSIERO
Il disincanto
è un precoce vecchio
sicuro e nocivo
intellettuale invecchiamento.
Nell'umano avanzamento
il naturale vecchio
raggiungeva profondo
il bianco misterioso saggio.
Nell'odierna verde leggerezza
la semplificazione frenetica
è la superficiale ancora
nel meno nulla della bassezza.
Nello spirito palpitante infinito
emozionante esaltante intimo
coscienza collettiva cielo pensiero
il rosso risorge e invoca d'esser preso.
-Renzo Mazzetti- (8 Giugno 2016)
RENZI, ARISTARCO E LA GUERRA
(Ricordo da un racconto di Tirella)
Renzi e Aristarco, accusati di vilipendio delle Forze Armate,
sono stati arrestati, rinchiusi in fortezza a Peschiera
e deferiti al Tribunale Militare, per avere, il primo scritto
e il secondo pubblicato sulla rivista “Cinema nuovo”
il soggetto “L'armata S'agapò”
ispirato al periodo dell'aggressione fascista alla Grecia.
Il gravissimo fatto e la difesa del cinema neorealista,
ha sollecitato l'invettiva di Zavattini: ”Arrestateci tutti”.
Il soggetto,
indicando una particolare e dolorosa pagina della nostra storia,
intende rafforzare le ragioni estetiche e morali 
 contro la menzogna per la verità, contro i film bellicisti, forsennati e retorici. 
Renzi Renzo, 
autore del soggetto cinematografico incriminato “L'armata S'agapò”, 
al momento del suo arresto era impegnato alla sceneggiatura del film 
tratto dal romanzo d'ambiente partigiano di Renata Viganò:
“Agnese va a morire”. Guido Aristarco è stato, per esempio, 
tra gli sceneggiatori del film d'ambiente partigiano 
“Il sole sorge ancora” di Aldo Vergano. 
Anche nel 1953 la cultura faceva paura ai fascisti 
e al democristiano Guido Gonnella, Ministro della Giustizia.    
-Renzo Mazzetti- (Domenica 6 Marzo 2016 h.14,30)
RENZI
Nel terrore getta coloro
che miseri traditori sono
niente hanno di valore 
nell'arena dell'onore.
Da Firenze il Sindaco 
libero coraggioso condottiero
tutto rompe senza tregua
 campione in campo tutti sfida.
-Renzo  Mazzetti-
(Mercoledì 5 Settembre 2012)
LE PALLE VIZZE DI RENZINO                    
(Ricordo da un racconto di Tirella)
Mamma Rita lamentava che, partorito Giuliano: “Giulianino” 
per nonna Teresina, quel figlio maschio era un dono del Signore, 
e mamma Rita non si capacitava come e perché. 
La famiglia di antifascisti contribuì alla gloria del Duce 
con Giulianino che si arruolò volontario negli Alpini, 
e che, dal confine con la Francia, a casa scriveva: 
in caserma dormo con i piedi in Francia e la testa in Italia; 
o viceversa, perché con certezza non ben si ricorda. 
Comunque, la donna sotto il Duce era un parto di “seconda mano” 
era una disgrazia quanto prima da maritare 
per togliersela di torno il prima possibile, 
tanto è vero che la donna non aveva neppure il diritto di voto, 
ma serviva per vergognosi sfoghi sessuali nelle “case chiuse” 
dette volgarmente “casini”. Poi, nel XXI° Secolo arrivò, 
grazie alla Resistenza e alla Costituzione della Repubblica, 
Giorgia capa di governo; Ella tenne subito a precisare che, 
in armonia con il volere del Duce, 
la dovevamo chiamare Il Presidente del Consiglio dei Ministri 
e non La Presidente del Consiglio dei Ministri. 
Qualche servizievole commentatore, nell’enfasi di gretta sudditanza, 
azzardò dire, per dare un concreto paragone di fermezza e capacità di comando, 
che Giorgia era con le palle. Palle? Di che e di che cosa non fu dato a sapere di preciso, 
però, dalle nostre parti le palle erano, più propriamente definite coglioni, 
e, coglioni erano coloro che, rivolti alla persona, significavano: 
babbeo, ebete, idiota, scimunito, scemo, tonto, deficiente, cretino, imbecille. 
Poi c’erano le “Palle vizze” di Renzino, che, però, erano la sensibilità di bambino che, 
in porta o all’attacco, vinceva al biliardino. 
-Renzo Mazzetti- (Martedì 28 Novembre 2023 h.18,10)
PALLE VIZZE
Mamma! 
Babbo mi chiama: Palle vizze! 
Renzino lamentava
Preso dal gioco del biliardino
Quella vittoria sciupata da:
Palle vizze, andiamo!
Mamma!
Dici al babbo
Di non chiamarmi:
Palle vizze, andiamo!
-Renzo Mazzetti- (Martedì 28 Novembre 2023)





 Renzino in bicicletta






RENZINO NEL FUTURO                           
(Ricordo da un racconto di Vasco)
Conan Doyle alla stazione di Boston si sentì chiamare. 
Chi lo chiamava per nome era un tassista. 
Lui domandò come faceva a sapere chi era. 
Il tassista rispose: 
tutti i giornali scrivono delle città che avrebbe visitato e poi, 
che lei è Conan Doyle, l'ho saputo leggendo il nome sulla valigia. 
Renzino in America, non lo chiamava nessuno 
e nessuno lo vedeva; 
era nel futuro e correva, correva, correva, correva; 
atleta divino correva, correva, correva, correva... 
-Renzo Mazzetti- (Giovedì 23 Febbraio 2017 h.08,22)
I DETTI RENZINI                                
(Ricordo da un racconto di nonna Teresina)
Dal partito di massa al partito dei pochi. 
La grande truffa politica, 
avvenuta a cavallo di due millenni, 
gettò la maschera nel diciassette del duemila. 
All'epoca, anche i numeri davano i numeri. 
Nessuno capiva più niente di niente. 
La storia ebbe inizio 
con la grande inconcepibile truffa politica 
a danno degli iscritti comunisti. 
Il primo truffatore politico fu Occhetto che, 
da segretario del Partito Comunista Italiano, 
presentò il documento che ne sanciva il suicidio 
con la formazione di una nuova formazione. 
Un altro truffatore politico fu Renzi 
(segretario dei democratici, 
sconfitto il 4 Dicembre del 2016) che, 
con furbastre argomentazioni, sostenute dai detti renzini, 
trasformò il partito in un partito renziano, di sua proprietà. 
Dal partito di massa dei lavoratori 
(del comunismo di Gramsci, Togliatti, Longo, Berlinguer), 
la sinistra tradita subì la dominazione dei detti renzini? 
Albertino smise di leggere e chiuse il computer. 
Per il prossimo mercoledì 
portate l'analisi di tutti i documenti con le vostre conclusioni. 
Compagne e compagni mi raccomando studiate, 
studiate bene. Buonanotte a tutti! 
-Renzo Mazzetti- (Sabato 18 Febbraio 2017 h.17,21)
SULLA SETTE
(Ricordo da un racconto di Tirella)
“Foresto fu uno dei primi a mettere la televisione in bottega. 
Andavamo da Foresto per fare la barba, 
lo shampoo e capelli, 
o per guardare solo la televisione. 
A quei tempi era di moda, 
di prima mattina, 
seguire il dibattito sulla Sette. 
C'erano i giornalisti, 
gli esperti economici 
e di altre discipline scientifiche, 
docenti universitari, 
sindacalisti e politici. 
E' un presuntuoso, 
sbotta Ascanio 
quando sente 
Ferrero 
parlare di Renzi e Landini; 
fa un comizio senza fine, 
dice Carlino e prosegue: 
il dibattito televisivo esige, 
prima di ogni altra cosa, 
porsi bene, non imporsi, 
la dialettica 
deve essere giustamente misurata, 
parsimoniosa e mai prevaricatrice, 
devi dire la tua, 
semplicemente e chiaramente, 
nel minor tempo possibile. 
Tutti a casa, 
sibila il sempre incazzato Commendatore 
ancora seguace dello scudo crociato”. 
-Renzo Mazzetti- (Giovedì 4 Settembre 2014 h.18,08)
PUBBLICA OPINIONE                            
(Ricordo da un racconto di Tirella)
“C'era una volta la pubblica opinione con la capacità di lottare 
e la possibilità di discutere dei problemi del paese 
anche in contrasto con chi deteneva il potere. 
Le classi dirigenti non potevano ignorare i pensieri 
e i sentimenti del popolo che esprimevano sensibilità, 
preoccupazioni, interessi, forza oppure debolezza morale, 
impegno oppure disimpegno civile, spiritualità e caratteri. 
Il suffragio universale con il voto proporzionale puro (una testa un voto) 
assicuravano la rappresentanza della tua voce 
con l'espressione della tua volontà in tutti i palazzi. 
Magari ti assaltavano e morivi ucciso in piazza comunque 
ma alla fine qualche briciola l'ottenevi. 
Invece, nell'attuale era tecnocratica, ti menano di brutto 
e ti raccontano di un candelotto 
che si fa in tre rimbalzando su di un muro. 
Nessun poeta immortala gli studenti 
impegnati nella lotta 
per la difesa e lo sviluppo della pubblica istruzione. 
Poi, ironia dell'era perfida, 
quel che conta è l'indagine di mercato sul campione 
più o meno significativo per valutare l'indice di ascolto 
assieme alla intenzione di voto 
e con la previsione del gradimento che la fa da tiranno. 
Poi, è ovvio, 
assecondo della matrice del committente 
e la sostanza di capitale utilmente investito, 
assecondo il tipo la qualità e quantità 
della localizzazione del campione preso in esame, 
la forbita oratoria del commento esplicativo 
svolto dall'esperto nella illustrazione, 
la insistenza di diffusione in tv e rete, 
il risultato non è imparziale e diventa materiale 
di efficace pubblicità del prodotto, 
sia esso rappresentato da una qualsiasi merce 
oppure da un personaggio o da un partito politico. 
Nell'impero del libero mercato tutto viene trasformato in merce, 
apparenza e propaganda. 
Nulla cambia e tutto il sudiciume si perpetua. 
Per esempio (come il cavolo a merenda): 
i settecento voti per Renzi che sono stati persi nel conteggio, 
possono diventare una potente amara medicina; 
le primarie sono la metafora della democrazia, 
diventano anche delinquenza politica se vengono truccate”. 
-Renzo Mazzetti- (28 Novembre 2012)
VIRUS CIABA CIABONE    
 (Ricordo da un racconto di Therios)             
“Ascanio prende LA GAZZETTA DEL BARBIERE 
e gli amici l'ascoltano mentre, ad alta voce, legge: 
“Renzi e seguaci non vogliono posti ma fare politica, 
vogliono confrontarsi sulle idee, non vogliono poltrone, 
perciò due ministre e un sottosegretario si sono dimessi
 perché Conte non ci ascoltava”... Interrompe Nedo: 
“Spero tanto che Draghi abbia ascoltato”. 
Foresto, mentre sanifica un lavandino, borbotta: 
“Se Draghi è un uomo 
non gli dà nemmeno un ministero 
e neppure una panchina”. 
-Renzo Mazzetti- (10 Febbraio 2021)
VIRUS STUPITE GENTI
(Ricordo da un racconto di Ariella)
Dai gemelli Matteo ai gemelli Mario, 
ma il popolo era smemorato 
e cadeva sempre nelle stesse micidiali trappole. 
Dal partito-azienda di Silvio il grande, all'Azienda Politica (AP). 
Dalla democrazia altamente partecipata dagli elettori del novecento 
(che non erano soltanto deleganti ma anche protagonisti dirigenti, 
amministratori, governanti, autogoverno del popolo), 
si passò a mandare al diavolo quella cuoca della poesia di Majakovskij. 
Il ritorno all'ottocento in cui l'onorevole era per censo ed istruzione, 
assommando, nel periodo del mortale virus mondiale 2020-21, 
la lingua inglese con l'esperienza e la specializzazione in affari globali, 
in borse e denari. 
I moniti collinari assomigliavano a moderni colpi di Stato militari 
con la presa subdola e vellutata del governo 
con l'arma dei salvatori della patria 
che “salvavano” minacciando il burrone di turno. 
Buon senso e saggezza echeggiavano nei privilegiati palazzi del potere, 
ma nel paese normale aumentavano differenze e ingiustizie, 
ricchezze e miserie. 
-Renzo Mazzetti- (3 Febbraio 2021)
 IL ROTTAMATORE
Il vecchio Sapiens Sapiens
primo essere vivente dirigente 
sfruttava il più debole
aiutato dall'uso fondamentale
della terribile arma clava.
Il Cesare romano imperatore 
implacabile dominatore
sfruttava il più debole
lo armava con il micidiale gladio 
per la schiavitù degli altri più deboli.
Il Duce capo unico supremo
possente guerriero conquistatore
sfruttava il più debole
lo armava con il pugnale e il moschetto
contro il libero pensare degli altri più deboli.
Il Governante democratico
manteneva l'ordine mondiale
sfruttava il più debole 
lo armava con il cacciabombardiere
 per l'eterna pace degli altri più deboli.
Il Rottamatore nascerà dalle Primarie
sarà un grande furbo ambizioso 
sfrutterà il più debole
e il “cambia verso” sarà un abbaio
per la sicura guida di tutte le greggi.
-Renzo Mazzetti- (Martedì 18 Febbraio 2014)
VIRUS INGORDIGIA
(Ricordo da un racconto di Maya)
Il rottamatore, era uno scalatore orale, 
difatti il nomignolo Ciaba Ciabone; 
campione nella gara delle Primarie 
ambiva sempre al podio più alto; 
conquistò i democratici e il governo del paese, 
ma non era mai contento; 
pretendeva di tutto e di più; 
esaltato ego esagerato, 
sfidò gli avversari e l'elettorato con il Referendum 
ma fu sonoramente sconfitto; 
poi, non soddisfatto del seggio senatoriale, 
s'inventò un proprio partito 
e promosse il Secondo governo Conte, ma, 
non soddisfatto di possedere due ministeri e un sottosegretariato 
senza avere un suo potere reale con vere elezioni 
(i sondaggi lo davano al 2% poco più o poco meno), 
impavido incosciente, 
nonostante l'imperversare del mortale virus mondiale 2020-21, 
iniziò la guerriglia per la conquista di Palazzo Chigi; 
replicò pantomime con giochi di parole incrociate, 
azioni sbarazzine per impantanare e fare le scarpe 
nel tentativo di replicare la presa di governo, 
come fece defenestrando Letta 
che era un suo collega di partito. 
-Renzo Mazzetti- (Lunedì 11 Gennaio 2021 h.12,49)
IMPOTENTE VANESIO                                  
(Ricordo da un racconto di Rita)
Il vanesio capo, ignaro della propria impotenza, 
viene nominato primo ministro del governo della nazione. 
Come un grande prestigiatore, tutto sblocca e tutto rimette in moto; 
alleggerito dal peso degli incapaci impantanati, 
lancia a velocità supersonica, 
alla conquista della Sardegna e dell'Europa, il suo partito. 
La semplificazione della democrazia 
e la chiarezza politica hanno eliminato tutti i pensieri. 
L'orgoglio e l'ambizione smisurata hanno vinto su tutti i fronti. 
I nuovi ministri sono riconosciuti da tutti dei grandi statisti 
e sanno come cambiare l'ordine degli addendi 
per riuscire a cambiare le somme: hanno risolto tutti i problemi. 
Le maschere renziane ballano felici al carnevale della capitale. 
Uno spruzzo sul viso del nuovo nocchiere 
riporta la realtà nel gabinetto 
con il rumore inconfondibile dello sciacquone. 
-Renzo Mazzetti- (15 Febbraio 2014)
EPIGRAMMA PER RENZI
Il nostro giovane governante
bravo sorridente benestante
dall'innovativo ritmo veloce
nella Storia avrà una pagina dorata
di Alloro la sua foto coronata.
Il capitolo della Filologia
di una nuova voce si arricchirà
del governante immortale statista
riporterà l'indiscussa qualità
unica e grande di Rottamatore. 
Rottamatore
due punti e uguale
Rottamazione
Rottamare
Rottame.
-Renzo  Mazzetti- (domenica 24 agosto 2014 h.14,00)
IL DELIRIO ROTTAMATO
(Referendum del 4 dicembre 2016)
Il popolo ha sconfitto
il populismo del governo
il  delirio politico del capo.
-Renzo  Mazzetti- (Ronta, 5 dicembre 2016, ore 09,51)

- F I N E -


categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.




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