IMPRECA E CAMPA
IMPRECA E CAMPA
(Ricordo da un racconto di Pallino)
Le piccole taglie di cuore s’illudevano di essere grandezze, non badavano, non si prendevano cura della propria casa e continuamente giravano per il mondo; i capi stranieri prendevano per mano la nostra capa imperatrice d’Italia e di due campi profughi d’Albania. I nostrani sudditi esultavano, ma, quel prendere per mano in realtà era una presa in carico di una stizzosa immatura governante; avveniva anche per la semplice gente con l’Assistente sociale, però, lo scandalo era che, in quel caso, la presa in carico era fatta da un capo di Stato straniero. All’epoca le bassezze erano propagandate alle grandezze. Quei tempi erano talmente degenerati che non si pregava più e più non si bestemmiava. Prima, nel tempo vero, la preghiera veniva praticata, e, la bestemmia corrente, era considerata come il rovescio della stessa medaglia, tanto era vero che, anche il mio prete giustificava le imprecazioni dei suoi parrocchiani quando diceva: per loro la bestemmia non è peccato: è un modo di parlare, un vizio preso dai genitori, un intercalare tradizionale per non perdere il filo del discorso e dare più forza e sincerità alle parole.
-Renzo Mazzetti- (Sabato 2 Dicembre 2023 h.15,35)
VEDI: TROMBA PARLA SUONA CANTA
PORCO E REMIGIO
Dio
Dio DioEccetera ecceteraTutto i peggio immaginaNon più sentiDio Dio DioVirgola uguale a PorcoPunto uguale a RemigioMa RemigioEra Dio bambino?Dio RemigioTanto tanto l’ho sentitoMa RemigioEra Remigio o Remigino?
-Renzo Mazzetti- (Sabato 2 Dicembre 2023)
categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.
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