VIRUS ESTERI INSENSATO

VIRUS ESTERI INSENSATO
C'era una volta un capo libico che aumentò la distanza dalle sue coste i confini marini. D'imperio tolse ai pescatori italiani tanta possibilità di lavoro oltre a subire il grande danno e rischio della vita. Talvolta sconfinavano e venivano arrestati, addirittura sparati. Gli esteri d'Italia, peggiore del peggio dei Pilato, non nuovo alla colpevole ingenua quanto vile incapacità umana e politica, (questione di giustizia per Regeni e diritti umani per Zaky), ebbe a dire: Raccomandiamo a chi naviga in quelle acque la massima attenzione. Ma, la giustizia per i lavoratori e gli studenti? Il giusto ripristino dei confini marini? Scongiurare le azioni piratesche? La diffida e il severo monito? La tutela attiva della marina militare per la sicurezza dei nostri pescatori? Invece si continuava a vendere le armi e comprare pacchetti vacanze egiziane, e ai libici avevamo regalato quelle barche che sparavano sui nostri pescatori. (Ricordo da un racconto di Vasco).

INNO   DEI   L AVORATORI   DEL   MARE
Lavoratori, del mar s'intoni
l'inno che il mare con noi cantò
da che fatiche, stenti e cicloni
la nostra errante vita affrontò,
quando con baci d'oro ai velieri
l'ultimo raggio di sol morì
e giù tra i gorghi de' flutti neri
qualcun de' nostri cadde e sparì.
Su canta, o mare, l'opra e gli eroi,
tempeste e calme, gioia e dolor!
O mare canta, canta con noi
l'inno di sdegno, l'inno d'amor.
Canto d'aurore di rabbie atroci
sogni e singhiozzi del marinar
raccogli e irradia tutte le voci
che il nembo porta da mare a mar
e soffia dentro le vele forti
che al sole sciolse la nostra fè
e chiama e chiama da tutti i porti
tutta la gente che al mar si die'.
Su canta o mare l'opra e gli eroi
tempeste e calme gioia e dolor
o mare canta, canta con noi
l'inno di sdegno, l'inno d'amor.
Solo una voce da sponda a sponda
sollevi al patto di redenzion
quanti sudano solcando l'onda
per questa al pane sacra tenzon
mentre marosi gonfi di fronde
e irose attardan forze il cammin
noi da la nave scorgiam le prode
dove le genti van col destin.
Su canta o mare l'opra e gli eroi
tempeste e calme gioia e dolor
o mare canta, canta con noi
l'inno di sdegno, l'inno d'amor.
Già da ogni prora che il corso affretta
la evocatrice diana squillò
e all'alba il grido della vendetta
la verde terra già salutò
terra ideale dell'alleanza
tra menti e braccia giustizia e cor
salute o porto de la speranza
che invoca il mesto navigator.
Su canta o mare l'opra e gli eroi
tempeste e calme gioia e dolor
o mare canta, canta con noi
l'inno di sdegno, l'inno d'amor.
Noi sugli abissi tra le nazioni
di fratellanza ponti gettiam
coi nostri corpi su dai pennoni
dell'uomo i nuovi diritti dettiam
ciò che dai mille muscoli spreme
con torchi immani la civiltà
portiam pel mondo gettando il seme
che un dì per tutti germoglierà.
Su canta o mare l'opra e gli eroi
tempeste e calme gioia e dolor
o mare canta, canta con noi
l'inno di sdegno, l'inno d'amor.
-PIETRO GORI-


categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia. dimenticanze tra le righe.

Vedi:

ANTIVIRUS  JANSSEN  (JOHNSON  JOHNSON)    -25 Aprile 2021-


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