POLITICA COMICA

giovedì, 28 novembre 2019

POLITICA COMICA

 L'EROINA
La si può immaginare
come sogno fantastico invocare
quando ogni volontà d'avvenire
non è scoperta
né voluta
né combattuta
né perseguita
in quell'epica scommessa
che è la vita,
dove la cultura, l'intelletto,
l'amore, il dolore, la lotta,
la speranza, la fratellanza
diventano duri cimenti
di menti e corpi
nello sforzo d'essere umani.
L'eroina non è fata né mago
ma semplice orrido suicidio
e non vale la pena
darsi sogno in quell'angoscia
perché nell'artificiale l'umano scompare
e il loro sporco mondo s'ingrassa
ingollando sporca carta moneta.
Aspettiamo l'altra morte naturale
a compimento di vita veramente vissuta
quale esperienza umana
nell'ultima emozione terrena.
-Renzo Mazzetti- (Verso Levante, Poesie del mio autunno caldo, Bologna 2009).

POLITICA COMICA

Una volta l’Italia attraversava un periodo oscuro e sofferente. La bistrattata prevenzione ecologica e l’ignoranza seminavano distruzione e morte. Animali e vegetali erano scomparsi, i paesaggi distrutti. L’essere umano si stava completamente meccanizzando perdendo spirito, socialità, fantasia, amore, passione, procreazione, umanità. La pubblica istruzione, gli studi e le ricerche scientifiche, le attività artistiche, culturali, artigianali, industriali in parte erano perse e si stavano perdendo. La droga dominava schiavizzando e uccidendo. La criminalità imperversava e contribuiva con la mala politica allo sviluppo dell’imbarbarimento della società. L’egocentrismo, l’egoismo, la cattiveria, l’odio avevano preso il sopravvento sulla natura umana. Il sistema economico del Capitale con tutte le sue involuzioni, il marciume del sistema mercato e della concorrenza erano visibilmente falliti e portavano alla distruzione planetaria. Ma, nonostante tutte queste imparziali evidenze, le facce di bronzo dominanti, senza coscienza e conoscenza, continuavano a perseverare nei criminosi atti, così tanto macabri, da mettere in scena un gioco delle parti che fu definito “politica comica”, perché, a turno, ingannava i cittadini ingenui con il gioco antico definito “delle parti”. Tale gioco in sostanza consisteva: il politico che si trovava in quel momento all’opposizione si “purificava” assumendo il ruolo del grillo nel famoso Pinocchio. In sintesi: i governanti erano bugiardi e incompetenti e facevano tutto male; gli oppositori erano competenti e bravi. L’imbroglio premiava gli oppositori perché le persone, troppe senza memoria, non ricordavano che poco tempo prima tanti gravi errori erano stati commessi da coloro che poco tempo prima erano stati al governo e poi, dall’opposizione, facevano i verginelli e i grandi competenti. Chi sapeva rideva ma nulla faceva. Gioco delle parti. E il grillo? La novella s’avverava e si replicava chissà da quanto. (Ricordo da un racconto di Rita).

 ALL'ORTO
All'orto! All'orto!
La terra non si ribella?
Tutto accetta, supina soccombe?
Sdegnata si ritrae vergognosa?
Senza un pizzico di fantasia?
Senza alcuna umana utilità?
Veramente è persa la speranza?
Non più riposa saggio nel sogno?
Funziona bene il tubo digerente?
Rutta liberamente sazio il consumatore?
Sgomita sculettando il mercato spensierato.
Verdure genuine, verdure genuine!
-Renzo Mazzetti- (Settembre 2010)

categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.

Vedi: IL CROLLO DEL CONFORMISMO


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