POLITICA COMICA
giovedì, 28 novembre 2019
POLITICA COMICA
POLITICA COMICA
Una volta l’Italia attraversava un periodo oscuro e
sofferente. La bistrattata prevenzione ecologica e l’ignoranza seminavano
distruzione e morte. Animali e vegetali erano scomparsi, i paesaggi distrutti.
L’essere umano si stava completamente meccanizzando perdendo spirito,
socialità, fantasia, amore, passione, procreazione, umanità. La pubblica
istruzione, gli studi e le ricerche scientifiche, le attività artistiche,
culturali, artigianali, industriali in parte erano perse e si stavano perdendo.
La droga dominava schiavizzando e uccidendo. La criminalità imperversava e
contribuiva con la mala politica allo sviluppo dell’imbarbarimento della
società. L’egocentrismo, l’egoismo, la cattiveria, l’odio avevano preso il
sopravvento sulla natura umana. Il sistema economico del Capitale con tutte le
sue involuzioni, il marciume del sistema mercato e della concorrenza erano
visibilmente falliti e portavano alla distruzione planetaria. Ma, nonostante
tutte queste imparziali evidenze, le facce di bronzo dominanti, senza coscienza
e conoscenza, continuavano a perseverare nei criminosi atti, così tanto
macabri, da mettere in scena un gioco delle parti che fu definito “politica
comica”, perché, a turno, ingannava i cittadini ingenui con il gioco antico
definito “delle parti”. Tale gioco in sostanza consisteva: il politico che si
trovava in quel momento all’opposizione si “purificava” assumendo il ruolo del
grillo nel famoso Pinocchio. In sintesi: i governanti erano bugiardi e
incompetenti e facevano tutto male; gli oppositori erano competenti e bravi.
L’imbroglio premiava gli oppositori perché le persone, troppe senza memoria,
non ricordavano che poco tempo prima tanti gravi errori erano stati commessi da
coloro che poco tempo prima erano stati al governo e poi, dall’opposizione,
facevano i verginelli e i grandi competenti. Chi sapeva rideva ma nulla faceva.
Gioco delle parti. E il grillo? La novella s’avverava e si replicava chissà da
quanto. (Ricordo da un racconto di Rita).
categoria: fantascienza, filosofia, ironia, poesia, dimenticanze tra le righe.
Vedi: IL CROLLO DEL CONFORMISMO
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