RESIPISCENZA E PERTINI
giovedì, 1 agosto 2019
RESIPISCENZA E PERTINI
Una volta ho sbattuto il muso su di un titolo: Bloccato l’aumento ai deputati. Era un fatto accaduto una cinquantina di anni prima. Il presidente della Camera Sandro Pertini, prendendo lo spunto che il gruppo socialista non aveva approvato il voto espresso dal proprio rappresentante nell’ufficio di presidenza a favore dell’aumento dell’indennità parlamentare, sospese la medesima decisione. La maggiorazione di 130 mila lire mensili della diaria aveva suscitato l’opposizione dei comunisti e del repubblicano, però era passata con il voto dei governativi sostenuti dalla destra liberale e missina. L’aumento della diaria contrastava in modo netto con la critica situazione economico-sociale del paese, con le misure di austerità adottate dal governo, oltre che con la richiesta di restrizioni e di sacrifici ulteriori per il popolo; profondamente errata aveva suscitato reazioni negative e polemiche in vastissimi settori dell’opinione pubblica alimentando un’agitazione qualunquistica contro le istituzioni parlamentari e dando spazio all’opinione che la condizione dei parlamentari era troppo-troppo privilegiata. Però, con la resipiscenza [il riconoscere i propri errori = ravvedimento] del gruppo socialista, l’ingiusto e inopportuno aumento fu bloccato: era stata accolta in tal modo la richiesta avanzata dal PCI. (Ricordo da un racconto di Bicefalo).
VEDI: FULMINANTE LIBERISMO (LA CONFINDUSTRIA AL POTERE)

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