RICCHEZZA E PERICOLO

 

mercoledì, 19 dicembre 2018

RICCHEZZA E PERICOLO

La sicurezza della proprietà è il cardine intorno al quale ruota la legislazione. In alcune libere repubbliche del mondo antico già l’ordinamento costituzionale dello stato recava pregiudizio al rigoroso diritto di proprietà. Nella costituzione Spartana la sicurezza della proprietà, e dei frutti del proprio lavoro, era un punto quasi non preso in considerazione. Ad Atene i cittadini ricchi erano abitualmente spogliati di una parte della loro fortuna. La storia insegna quanto la sproporzionata ricchezza di alcuni cittadini sia pericolosa anche per la più libera forma costituzionale, e quanto sia in grado di distruggere la stessa libertà: ci sono gli esempi di un Pericle ad Atene, dei patrizi a Roma (la decadenza della quale invano i Gracchi ed altri, premendo minacciosamente, cercarono di bloccare con la proposta di leggi agrarie), dei Medici a Firenze. Saggio e importante è ricercare in qual misura sarebbe necessario sacrificare il rigido diritto di proprietà per avere una stabile e più giusta forma di repubblica con il superamento delle grandi sofferenze del popolo e delle disuguaglianze odierne. (Ricordo da un racconto di Irina).

 

SENZA TITOLO

 

La società recidiva

senza occhi

senza voce

senza orecchie

reprime immensità di nuova vita

in metafore di vista, di urli, di udito.

La compagine povera che soffre

percepisce ciò che nessun potente

potrà mai imitare o soffocare.

Una nuova èra avanza

nell’aria e nel sangue

già volteggia e pulsa.

Nel sapere di chi non sa

l’alba e il tramonto

è ancora alba e tramonto.

Ma se il tramonto

si chiamasse alba?

E se l’alba

si chiamasse tramonto?

E se la morte della ricchezza

si chiamasse vita?

-Renzo Mazzetti- Antologia 13 Ragusa, 2001)

 

Vedi: VITA ITALIANA (GLOSSA)

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