OHE NEO-SAMARITANI
venerdì, 2 novembre 2018
OHE NEO-SAMARITANI
La parabola del Samaritano: Un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli curò le ferite; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all’albergatore perché continuasse ad avere cura di lui. Il buon Samaritano rappresenta il soccorso con l’assistenza e la cura alla persona, è l’intervento sulle conseguenze di un’aggressione; manca della ricerca, cattura e punizione dei colpevoli; c’è l’intervento sugli effetti ma niente sulle cause soggettive e oggettive; la questione è racchiusa nel privato intimo nei due separati episodi avvenuti tra gli aggressori e la vittima, tra il soccorritore e la vittima. Il tutto lascia la società nelle stesse condizioni di prima. Nulla si è messo in movimento affinché il fatto non si ripeta. Ohe. Ohe, si usa per esprimere un brusco avvertimento: ohe, bada a quel che fai; la sindrome del suicidio politico ha contagiato i comunisti; foglie secche, senza le pesanti idee della critica dell’economia politica, al lieve spirare del vento volteggiano disorientate senza una meta; avranno sensibilità, spirito fraterno, pietà per il prossimo in difficoltà, generosi slanci neo-samaritani; ma non saranno rivoluzionari, non cambieranno la società. Così si perpetua la legge della foresta, si perpetua il sistema economico capitalista, si perpetua la sindrome del suicidio e della regressione. Regressione: meccanismo inconscio che provoca nel soggetto comportamenti propri di uno stadio più primitivo e inutile antecedente il 1700 del socialismo prima di Marx. Marx che, con il capitale (ovvero critica dell’economia politica), fondava il comunismo sulle basi concrete dell’economia, dell’organizzazione politica della lotta di classe. (Ricordo da un racconto di nonna Teresina).
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