IL COMPAGNO LEGGINO
lunedì, 3 settembre 2018
IL COMPAGNO LEGGINO
Leggino, soprannome acquisito per la sua qualità di musico della banda cittadina; per campare faceva l’artigiano imbianchino; era il segretario della Sezione PCI del capoluogo. Leggino, nelle relazioni introduttive o negli interventi, portava dei paragoni molto efficaci per rendere più facile la comprensione del suo pensiero. Alcuni esempi: Dobbiamo parlare come suona la banda; dobbiamo agire con il coraggio dei partigiani; dobbiamo adoperare la penna come io adopero la pennellessa; dobbiamo, in tutti i casi, realizzare l’unità nell’armonia, avere un unico obiettivo, un unico scopo, e, per farci meglio capire e apprezzare, essere veri e chiari, lavorare puliti. Amare i lavoratori. (Ricordo da un racconto di nonna Teresina).
Non saprei esprimere quel sentimento sconosciuto affascinante, caldo, umano. E’ settembre e le nubi oscurano il cielo mentre già cade la fine pioggia preannunciando tempeste future. Eppure il sole splende! Ovattato nel silenzio dell’universo con i raggi fulminei come lame traspare ogni qual volta il bizzarro vento apre uno spiraglio nel cielo coperto. Primavera passata verrai ancora. Rivivendo sorridente nella freschezza del primo fiore ascolterai l’uccello cantare. Balzando di ramo in ramo di albero in albero il seme d’ogni frutto diverrà anch’esso fiore dai colori che nessun pittore potrà mai inventare o ritrarre. L’uomo liberato dall’oscuro letargo riconosce quel sentimento. Toglie dalle sue mani il guanto di pelle riparo dal freddo e con il tatto tutto percepisce ascoltando con il cuore in subbuglio il calore affascinante emanato dalle mani nelle carezze di una donna.
Vedi: BARI E BARE (20 Agosto 2018)
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