ON. TOMMASO
sabato, 13 gennaio 2018
ON. TOMMASO
Nei primi mesi del 1919 si intensificò il dibattito contro il sistema uninominale e maggioritario, e, nel contempo, contro quello proporzionale. Gli avversari della rappresentanza proporzionale, gli idolatri del dogma della metà più uno (scriveva Tommaso Tittoni, uomo di destra) sostengono che quello che importa non è già che le minoranze siano proporzionalmente rispettate, ma che lo siano in quella misura che basti perché possano far sentire la loro voce nelle assemblee legislative e che questo risultato, anche senza la rappresentanza proporzionale è pienamente conseguito, ma a quale prezzo? attraverso la falsità e l’ingiustizia. Anche quando non dà la maggioranza dei rappresentanti ad una minoranza, il sistema maggioritario deforma la volontà nazionale trasformando una piccola maggioranza nel paese in una grande maggioranza in Parlamento. Esempio: nelle elezioni del 1880 a Bologna la destra con 2460 voti ebbe tutti i deputati, la sinistra con 2260 non ne ebbe nessuno. Il collegio uninominale asservisce il deputato ad interessi locali e a cricche locali e lo spinge a frequentare più l’anticamera dei Ministri, per ottenere favori al collegio, che non la Camera dei Deputati. Tittoni si levava ad oppugnare nelle sua stessa essenza il principio maggioritario, quel principio assurdo e antidemocratico per cui la metà più uno dei voti è tutto, la metà meno uno è nulla o quasi nulla. La rappresentanza proporzionale, invece, non solo risponde ai principi di eguaglianza e di giustizia, ma deve ritenersi come una conseguenza logica e necessaria del suffragio universale. Nella espressione suffragio universale c’è implicita la partecipazione di tutti gli elettori ad un suffragio effettivo. Perciò senza la rappresentanza della minoranza o con una rappresentanza falsata di essa, l’aggettivo universale aggiunto al sostantivo suffragio suonerebbe come una derisione. Perché il suffragio universale non sia una parola vana bisogna che tutti gli elettori indistintamente abbiano il modo di concorrere in perfetta eguaglianza alla elezione dei Parlamentari. Il principio della rappresentanza proporzionale è un naturale corollario della eguaglianza politica dei cittadini. Se tutti sono eguali davanti alla Legge, il voto di tutti deve contare nella stessa misura. (Ricordo da un racconto di Tommy detto Tom).
Vedi: MODERATI E TRANQUILLI (31 Dicembre 2017)
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