STELIO

giovedì, 10 febbraio 2011

STELIO

Carissimo padre, nelle ultime ore della mia vita, il mio pensiero è sempre rivolto a voi. Se qualche volta ti ho fatto arrabbiare ti prego ora di perdonarmi. Ho inviato un’altra lettera a mamma e se ancora non gliel’hanno consegnata, richiedetela al tenente o al maggiore. Vi penso sempre e questo è il mio unico conforto. Il mio destino è stato crudele, ma di tutto quello che ho fatto non rimpiango nulla. Così almeno non penseranno male di me. Prima di morire avrei voluto rivedervi tutti; ma tu mi saluterai tutti. So che soffrite molto, e anch’io ho sofferto; ma da quando vi ho rivisto non una lacrima è uscita dai miei occhi. Anche davanti al plotone sorriderò. Alla povera mamma non resta che Ilva e te; non farla arrabbiare come fai certe volte tu, perché anch’io quando lo facevo non gli davo importanza, ma ora me ne pento seriamente. Vado a raggiungere mia sorella e spero di ritrovarla, e insieme veglieremo dal Cielo per voi tutti, almeno dopo tante preghiere che fra poco gli chiederò perdono e non vi faccia sfollare. Fate sapere a tutti della mia morte e anche agli zii di Montecatini. Ancora una volta vi chiedo perdono. Vado via io; ma mi rimane la gioia della cara Ilva che pregherà per suo fratello. Salutatemi tutti e a voi non so dirvi quanti saluti e baci potrei darvi. Tanti baci ad Ilva, Adele, Nicola, insomma a tutti e fate dire una messa per me in nome di Gesù. Papà, ti saluta e bacia Stelio. -Stelio Falasca,anni 18,partigiano,studente,fucilato,Chieti,10. 2.1944.

HANNO SPARATO A MEZZANOTTE
 Hanno sparato a mezzanotte, ho udito
 il ragazzo cadere sulla neve
 e la neve coprirlo senza un nome.
 Guardare i morti alla città rimane
 e illividire sotto il cielo. All’alba,
 con la neve cadente dai frontoni,
 dai fili neri, sempre più rovina
 accasciata di schianto sulla madre
 che carponi s’abbevera a quegli occhi
 ghiacci del figlio, a quei capelli sciolti
 nei fiumi azzurri della primavera.
 Io vidi il nuovo giorno che a Loreto
 sopra la rossa barricata i morti
 saliranno per primi, ancora in tuta
 e col petto discinto, ancora vivi
 di sangue e di ragioni. Ed ogni giorno,
 ogni ora eterna brucia a questo fuoco,
 ogni alba ha il petto offeso da quel piombo
 degli innocenti fulminati al muro.
 -Alfonso Gatto-

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