PAROLA

venerdì, 22 ottobre 2010

PAROLA

L’efficacia del discorso si basa sulla memoria. L’arte oratoria insegna le regole della successione dei pensieri per il raggiungimento d’un determinato scopo. Ogni discorso mette in moto i pensieri ed è organizzato in modo che si pongano le dita del pensiero, nell’ordine più facile su determinati punti.

I gesti saranno realmente grammaticali, simbolici o espressivi? Io non credo che dovrebbero esserlo, ma lo saranno se sono naturali nel senso ideale, prodotti dell’associazione ideale delle membra interiori e esteriori. Sono di spettanza dell’arte del ballo.

Il mimo vivifica in sé arbitrariamente il principio di una data individualità. Esiste un’imitazione sintomatica e un’imitazione genetica. Soltanto quest’ultima è viva. Essa presuppone l’intima unione della fantasia e dell’intelletto. Questa facoltà di suscitare veramente in sé una individualità altrui (non solo di illudere con una imitazione superficiale) è ancora del tutto sconosciuta e si fonda su una penetrazione sommamente strana e su una mimica spirituale. L’artista fa di sé tutto ciò che vede e vuol essere. NOVALIS, Frammenti-

GENTE
 Volti, braccia, gambe,
 parole, parole, mani.
 Centinaia di diti si stringono
 e nell’abbraccio
 delle braccia si spezzano.
 Occhi: tanti occhi.
 Occhi che guardano
 tanti altri occhi.
 L’aria lambisce
 ammassi di carne umana
 che si compone 
e a suo piacimento
 prende le forme:
 volti, braccia, gambe.
 Capelli,
 sono dappertutto
 e formati i mille colori
 il cielo ritorna
 ad essere quello dell’essere.
 Movimenti stupidi.
 Giusti movimenti.
 Nel ritorno
 un cuore cammina solo
 mentre il corpo:
 volto, braccia, gambe,
 parole, parole, mani,
 sono laggiù rimasti.
 Mani morte:
 non potranno più stringere.
 Corpo morto:
 non potrà più tornare.
 Cuore vive!
 Ritorna ancora, ancora.
 -Renzo Mazzetti-

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