DODICI OTTOBRE

martedì, 12 ottobre 2010

DODICI OTTOBRE

Una scoperta sensazionale. Avvenne dopo oltre due mesi di navigazione. Tre piccole navi spagnole. Centoventi uomini. Cristoforo Colombo comandante. Eppure, a Salamanca un consiglio di sapienti e di ecclesiastici prese in giro Colombo perché asserivano che la terra è piana e non rotonda, l’aria della zona torrida è irrespirabile il progetto è pazzesco. Ma la vita senza il sogno a cosa servirebbe? Ecco l’America.

 GUERRA E UNIVERSO
 Prologo
Voi state bene!
 Per i morti non c’è disonore.
 Soffoca l’odio
 per gli assassini morti!
 Lo lava l’acqua più pura
 il peccato dell’anima che s’invola.
 Voi state bene!
 Ma io,
 in mezzo alle schiere,
 in mezzo allo strepito,
 come porterò l’amore al vivente?
 Inciamperò:
 e la briciola dell’ultimo amoruccio
 per sempre affonderà in un gorgo di fumo.
 Che importa a loro,
 a chi è tornato,
 delle vostre tristezze?
 Che importa a loro
 d’una frangia di versi?
 Essi
 su un paio di gambe di legno
 dovranno arrancare ogni giorno.
 Hai paura!
 Vigliacco!
 Ti ammazzeranno!
 E così,
 per altri cinquant’anni, schiavo, potrai vegetare.
 Menzogna!
 Lo so,
 nella lava degli attacchi,
 sarò il primo
 per eroismo
 e coraggio.
 Oh! ma chi
 all’appello della campana a martello
 degli anni venturi
 non vorrà farsi vivo?
 Tutti!
 Ed io
 sulla terra
 sarò
 l’unico araldo delle verità future.
 Oggi esulto! Senza inzaccherarla,
 l’anima
 ho saputo,
 ho saputo portare sino in fondo.
 Unica umana,
 in mezzo alle urla,
 agli strilli,
 ora levo
 la voce.
 E poi
 fucilatemi,
 legatemi al palo!
 Non sarò io a scolorare!
 Volete
 che un asso
 mi attacchi sulla fronte,
 perché più nitido brilli il bersaglio?
 -Vladimir Majakovskij-

VEDI: LA PRIMAVERA


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